Nonostante Teheran continui a negare alcun contatto diretto con Washington, il presidente Donald Trump ha annunciato che, “su richiesta del governo iraniano”, gli Stati Uniti estenderanno fino al 6 aprile la sospensione dei raid contro le infrastrutture energetiche iraniane. Secondo il presidente americano, i negoziati indiretti “stanno procedendo molto bene”.
La tregua temporanea non riduce però la tensione sul campo. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito obiettivi “nel cuore di Teheran”, mentre proseguono le operazioni anche in Libano, dove Israele ha spostato migliaia di soldati oltre il confine con l’obiettivo di controllare l’area a sud del fiume Litani. Il bilancio complessivo del conflitto resta pesante: oltre 1.900 morti in Iran, circa 1.100 in Libano e vittime anche in Israele e tra le forze statunitensi, con milioni di sfollati nella regione.
Teheran ha formalmente risposto al piano statunitense in quindici punti. La posizione iraniana prevede la fine delle operazioni militari, garanzie contro nuovi attacchi, risarcimenti e il riconoscimento della sovranità sullo Stretto di Hormuz. I negoziati proseguono indirettamente con la mediazione del Pakistan, mentre Washington mantiene l’opzione militare e continua a rafforzare la presenza navale, anche con motoscafi drone senza equipaggio impiegati nelle operazioni di pattugliamento.
Kharg e Stretto di Hormuz
Sul piano strategico, l’attenzione è concentrata sull’isola di Kharg, principale hub petrolifero iraniano. Secondo Axios e fonti militari statunitensi, il Pentagono starebbe preparando opzioni per un eventuale “colpo finale”, mentre Teheran avrebbe rafforzato la difesa dell’area con mine e sistemi di interdizione marittima temendo un’invasione. Parallelamente, gli ayatollah starebbero preparando una legge per introdurre un pedaggio sul transito nello Stretto di Hormuz, rafforzando la leva economica iraniana su una delle rotte energetiche più importanti al mondo.
Pressioni del G7 e impatto economico
Il conflitto produce effetti anche sul piano politico internazionale. I ministri degli Esteri del G7, riuniti in Francia, hanno chiesto una de escalation e sottolineato le gravi ripercussioni economiche globali legate al blocco di Hormuz. La presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha definito la guerra in Iran “uno shock reale” con conseguenze potenzialmente durature sulle catene di approvvigionamento e sui mercati energetici.
Emergenza umanitaria a Gaza
Nel frattempo prosegue l’emergenza umanitaria. Nella Striscia di Gaza un violento temporale ha aggravato la situazione degli sfollati, con tende distrutte e allagamenti nei campi profughi. “La nostra tenda è crollata e i nostri vestiti sono fradici”, ha raccontato una sfollata, mentre l’Onu segnala nuovi raid israeliani e la distruzione di diversi rifugi civili.





