Le trattative sulla guerra in Ucraina restano bloccate mentre aumentano le tensioni politiche e militari. Il Cremlino ha dichiarato di vedere positivamente eventuali garanzie di sicurezza statunitensi per Kiev solo a condizione che l’Ucraina ritiri le proprie truppe dal Donbass. “Siamo lieti che gli Stati Uniti sosterranno le garanzie di sicurezza per l’Ucraina, solo se si ritira dal Donbass”, ha affermato il portavoce Dmitry Peskov, precisando però che “le questioni principali di cruciale interesse per la Russia non sono ancora state concordate, inclusa la questione territoriale”. Il portavoce del Cremlino ha inoltre sottolineato che i negoziati restano “ancora lontani da un’intesa complessiva”, ribadendo che le questioni territoriali restano il nodo principale del confronto. Sul terreno, Mosca ha annunciato la conquista del villaggio di Shevyakovka nella regione di Kharkiv, mentre nuovi attacchi con droni russi hanno colpito Dnipro, dove un grattacielo è stato danneggiato e cinque persone sono rimaste ferite. Raid notturni hanno interessato anche le infrastrutture portuali e energetiche nella regione di Odessa.
Zelensky in Arabia Saudita
Volodymyr Zelensky è arrivato ieri a sorpresa a Riad. “Sono arrivato in Arabia Saudita. Sono previsti incontri importanti”. La visita punta a rafforzare la cooperazione con i Paesi del Golfo, in particolare sulla difesa antidrone. Kiev e Riad lavorano a un accordo “sulla protezione dello spazio aereo”. “Stiamo collaborando con i paesi del Medio Oriente e del Golfo. L’Ucraina possiede questa competenza”, ha detto Zelensky. Il presidente ha accusato Mosca di aver tentato di condizionare Washington proponendo uno scambio tra intelligence sull’Iran e riduzione del supporto a Kiev. L’Ucraina punta a finanziare intercettori e sistemi antidrone con partner regionali, sempre più esposti a minacce simili.
Usa, armi al Medio Oriente
Secondo il Washington Post, il Pentagono valuta di dirottare verso il Medio Oriente parte delle armi destinate all’Ucraina, inclusi intercettori Patriot e Thaad. La decisione non è stata presa, ma riflette la riduzione delle scorte legata alla crisi con l’Iran. Trump ha commentato: “Abbiamo molte armi… A volte le spostiamo”, aggiungendo che “gli Stati Uniti dirottano armi continuamente”. Ha definito la guerra “una situazione terribile”, parlando di “odio profondo fra Putin e Zelensky”.
Scontro politico in Europa
La premier lettone Evika Silina ha definito “inaccettabile” il blocco ungherese al prestito Ue per Kiev, accusando Budapest di voler ottenere petrolio russo a basso costo tramite l’oleodotto Druzhba. Il presidente lituano Gitanas Nauseda ha invitato a sfruttare “l’esperienza bellica dell’Ucraina”. Il premier ungherese Viktor Orbán ha accusato Zelensky di interferenze politiche: “Ha attivato agenti… pienamente operativi”, senza conferme indipendenti. Le dichiarazioni arrivano a pochi mesi dalle elezioni ungheresi.
Petrolio, guerra, sanzioni
L’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas ha avvertito: “L’aumento del prezzo del petrolio offre alla Russia la possibilità di finanziare nuovamente questa guerra” e ha definito le concessioni territoriali “una trappola”. Zelensky ha denunciato che l’allentamento delle sanzioni energetiche ha riportato le entrate russe “a miliardi”, sostenendo lo sforzo bellico. Una petroliera gestita da una compagnia turca e carica di greggio russo è stata attaccata nel Mar Nero. “Un’esplosione nella sala macchine”, probabilmente causata da un veicolo senza equipaggio, ha riferito il ministro Abdulkadir Uraloglu. Nessun ferito. La nave, sanzionata da Ue e Ucraina e legata alla “flotta ombra”, trasportava circa 140mila tonnellate di petrolio. Londra ha autorizzato il sequestro delle navi della flotta fantasma russa nelle acque britanniche. “Potranno intercettare le navi sanzionate”, ha annunciato Downing Street. Vladimir Putin ha rivendicato che “la Russia riesce a mantenere la stabilità macroeconomica”, mentre il negoziatore Kirill Dmitriev ha parlato di una posizione “molto forte” nei mercati energetici e dei fertilizzanti.





