Gli Stati Uniti sostengono di aver “vinto questa guerra” e puntano ora a un accordo diplomatico. Donald Trump ha parlato di una proposta in 15 punti trasmessa a Teheran, mentre funzionari pakistani riferiscono che l’Iran avrebbe ricevuto il piano tramite Islamabad.
La Repubblica islamica continua però a negare qualsiasi contatto diretto. L’ambasciatore iraniano in Pakistan, Reza Amiri Moghadam, ha dichiarato che “non si sono svolti negoziati, né diretti né indiretti”, mentre il portavoce militare Ebrahim Zolfaghari ha deriso l’iniziativa americana affermando che Washington starebbe negoziando “solo con se stessa”.
Secondo il Wall Street Journal, le richieste iraniane includono la revoca delle sanzioni, risarcimenti per i danni subiti, la chiusura delle basi Usa nella regione e un nuovo regime per lo Stretto di Hormuz con eventuali pedaggi alle navi in transito. Teheran rifiuta inoltre qualsiasi limitazione al proprio programma missilistico.
Mediatori al lavoro
Turchia, Pakistan ed Egitto stanno tentando di organizzare un incontro tra Stati Uniti e Iran entro 48 ore. Il primo ministro pakistano Shahbaz Sharif ha ribadito la disponibilità a ospitare colloqui “conclusivi”, mentre il capo dell’esercito Syed Asim Munir è indicato come intermediario chiave.
Ankara sostiene l’iniziativa e il presidente Recep Tayyip Erdogan ha avvertito che la guerra “la paga tutto il mondo”, citando le conseguenze economiche e la crisi sulle rotte energetiche. Anche Pechino ha invitato le parti al dialogo, con il ministro degli Esteri Wang Yi che ha ribadito che “dialogare è sempre meglio che combattere”.
Nel frattempo i mediatori arabi del Golfo, secondo il Wall Street Journal, restano divisi: alcuni spingono per un accordo rapido, altri chiedono di proseguire la pressione militare finché l’Iran non sarà indebolito.
Petrolio in calo e nodo Hormuz
Per quanto riguarda Hormuz, Teheran ha ribadito che le navi di Stati Uniti, Israele e dei Paesi che li assistono non potranno transitare nello Stretto. Il Qatar ha dichiarato che lo stretto “non è merce di scambio” e ha rifiutato di partecipare all’escalation, mentre Riad ha definito i raid “ingiustificabili”.
Nonostante le tensioni, il ministro dell’Energia turco ha assicurato che non vi sono interruzioni nel flusso di gas iraniano verso Ankara. I mercati energetici scommettono su una possibile svolta diplomatica: il Brent è sceso a 98,5 dollari al barile, il Wti a 87,7, mentre il gas europeo è calato sotto i 50 euro al megawattora.
Il ceo di BlackRock Larry Fink ha avvertito che un prezzo del petrolio a 150 dollari “innescherebbe una recessione globale”.
Missili iraniani e raid israeliani
Sul terreno la situazione resta tesa. Media statunitensi riferiscono dell’invio tra mille e duemila paracadutisti, che si aggiungono ai 4.500 Marines già diretti nella regione. L’operazione “Epic Fury” coinvolgerebbe circa 50.000 unità. Nel frattempo l’Iran ha ammesso un “errore” nel raid su Erbil che ha ucciso sei Peshmerga, secondo il presidente del Kurdistan iracheno Nechirvan Barzani.
I Guardiani della rivoluzione hanno lanciato missili contro Israele e contro basi statunitensi in Kuwait, Bahrein e Giordania, oltre a droni d’attacco. Un attacco con droni ha colpito anche un serbatoio di carburante all’aeroporto del Kuwait.
Israele ha risposto bombardando impianti di produzione di missili navali a Teheran e distruggendo ponti sul fiume Litani in Libano per creare una “zona cuscinetto difensiva”. Nella notte si sono registrati violenti scontri nel sud del Libano con almeno dieci morti, mentre Hezbollah ha lanciato circa trenta razzi verso l’Alta Galilea.
Secondo fonti di intelligence citate dai media israeliani, il gruppo sciita starebbe valutando il rapimento di soldati israeliani per rafforzare il proprio potere negoziale.
La Russia ha segnalato un nuovo attacco nelle vicinanze della centrale nucleare iraniana di Bushehr. L’Onu ha avvertito che i raid vicino a siti nucleari rischiano una “catastrofe senza precedenti”. Un missile iraniano ha inoltre colpito la zona di Dimona, nei pressi del centro nucleare israeliano.





