Lotta all’evasione, riforma fiscale e nuovo rapporto tra Stato e contribuenti. Sono questi i cardini dell’intervento di Giorgia Meloni, intervenuta con un videomessaggio all’evento per i 25 anni dell’Agenzia delle Entrate. Nel suo discorso il Premier ha puntato il dito contro le cosiddette attività “apri e chiudi”, definite un fenomeno “odioso” perché basato sull’elusione sistematica del fisco. “Si tratta di attività che aprono e chiudono in breve tempo, evitando di pagare tasse e contributi per poi riaprire sotto un altro nome”, ha spiegato. Un fenomeno su cui il governo ha intensificato i controlli: nel 2025 sono state cessate d’ufficio oltre 12 mila partite Iva riconducibili a queste pratiche, più del doppio rispetto all’anno precedente.
Altro fronte cruciale è quello dei crediti fiscali irregolari. Meloni ha evidenziato come siano stati bloccati e sequestrati oltre 5,6 miliardi di euro legati a bonus edilizi indebiti, compensazioni non dovute e rimborsi Iva fittizi. “Un’azione necessaria per ristabilire equità e legalità”, ha sottolineato.
Cambio di paradigma
Parallelamente alla stretta sui comportamenti illeciti, il governo rivendica un cambio di paradigma nei rapporti con i cittadini. “Stiamo lavorando per costruire un sistema basato sulla fiducia e sulla collaborazione”, ha affermato il Premier, collegando questo approccio ai risultati di finanza pubblica: riduzione del deficit, taglio del cuneo fiscale, interventi sull’Irpef e misure a sostegno del potere d’acquisto e dell’occupazione.
Al centro dell’agenda resta la riforma fiscale, definita “attesa da oltre mezzo secolo”. Secondo quanto riferito, sono già stati approvati 18 decreti legislativi e 6 testi unici, mentre è in fase conclusiva la definizione del nuovo codice tributario, destinato a riordinare in modo organico l’intera materia.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: consegnare agli italiani un sistema fiscale “più giusto, più veloce e più trasparente”, capace di diventare un alleato per famiglie, lavoratori e imprese. Un passaggio che, nelle intenzioni dell’esecutivo, dovrebbe segnare una svolta strutturale nel rapporto tra fisco e contribuenti.





