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Addio a Gino Paoli, la voce della scuola genovese: aveva 91 anni
GINO PAOLI

Addio a Gino Paoli, la voce della scuola genovese: aveva 91 anni

Dopo Ornella Vanoni scompare un altro protagonista della canzone d’autore. Da ‘Il cielo in una stanza’ a ‘Sapore di sale’ una carriera tra successi, crisi e ritorni sulle scene
mercoledì, 25 Marzo 2026
2 minuti di lettura

Ad appena quattro mesi dalla scomparsa di Ornella Vanoni (in qualche modo sua musa), l’Italia piange ora la morte di Gino Paoli, venuto a mancare nella notte tra lunedì e martedì nella sua Genova, a 91 anni. E così la musica perde uno tra i principali protagonisti della canzone d’autore.

Nato a Monfalcone il 23 settembre 1934, viveva da tempo nel capoluogo ligure. Con lui si chiude una stagione centrale della melodia italiana, segnata da brani come ‘La gatta’, ‘Senza fine’, ‘Il cielo in una stanza’ e ‘Sapore di sale’.

Negli anni Cinquanta entra in contatto con Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Fabrizio De André e Umberto Bindi. Da quel gruppo nasce la scuola genovese, che introduce un linguaggio diverso rispetto alla tradizione melodica. I primi 45 giri del 1959 non ottengono risultati immediati. Anche ‘La gatta’ resta inizialmente fuori dalle classifiche, per poi emergere alcuni mesi dopo l’uscita.

La svolta

Il passaggio decisivo arriva con ‘Il cielo in una stanza’. Il brano, interpretato da Mina su proposta di Mogol, segna l’affermazione di Paoli. La struttura del testo e l’impianto musicale indicano una direzione nuova. Nel 1961 incontra Ornella Vanoni.

Dalla relazione nascono canzoni come ‘Senza fine’. Nello stesso periodo emergono problemi legati all’alcol, destinati a segnare a lungo la sua vita. Nel 1962 una relazione con Stefania Sandrelli attira l’attenzione pubblica. Dalla storia nasce Amanda.

Nel 1963 pubblica ‘Sapore di sale’ e ‘Che cosa c’è’. Nello stesso anno un colpo di pistola al cuore interrompe la fase di crescita. I successivi passaggi a Sanremo, nel 1964 con ‘Ieri ho incontrato mia madre’ e nel 1966 con ‘La carta vincente’ non producono un rilancio. Per un periodo torna a esibirsi nei locali della Liguria.

All’inizio degli anni Settanta pubblica tre album, accolti da una cerchia limitata di ascoltatori. La scelta di proseguire su una linea legata alla scrittura d’autore definisce il percorso degli anni successivi.

Il ritorno alla visibilità arriva con ‘Una lunga storia d’amore’, legata al film ‘Una donna allo specchio’. Seguono titoli come ‘Ti lascio una canzone’, ‘Cosa farò da grande’, ‘Questione di sopravvivenza’ e ‘Quattro amici’. Nel 1989 torna a Sanremo con ‘Questa volta no’. Nel 1992 presenta ‘Un altro amore, che ottiene il terzo posto e il premio della critica.

Anni 2000

Negli anni successivi alterna attività discografica e concerti. Torna in tournée con Ornella Vanoni e pubblica ‘Ti ricordi? No, non mi ricordo’. Nel 2012 collabora con Danilo Rea per ‘Due come noi che…’, seguito da ‘Napoli con amore’ e da ‘3’, progetto dedicato alla chanson francese. La produzione mantiene una coerenza centrata sulla parola e sulla costruzione musicale.

Paoli firma brani per numerosi artisti, tra cui Zucchero, Marcella Bella, Giorgia e Sergio Cammariere. Le sue canzoni entrano nel repertorio di interpreti come Gianni Morandi, Patty Pravo e Franco Battiato. In ambito musicale sostiene e valorizza figure come Lucio Dalla e Fabrizio De André. Il suo lavoro si sviluppa anche attraverso collaborazioni e progetti condivisi con altri musicisti, in studio e dal vivo.

I commenti

La notizia della morte ha suscitato reazioni nel mondo istituzionale. La Sindaca di Genova Silvia Salis ricorda il contributo alla città e alla musica italiana. Il Presidente del Senato Ignazio La Russa ha parlato della fine di una pagina condivisa. Il Presidente della Camera Lorenzo Fontana ha sottolineato il segno lasciato nella cultura musicale.

Messaggi anche da Matteo Salvini e Antonio Tajani, che hanno richiamato il ruolo delle sue canzoni nella memoria collettiva. Elly Schlein ha evidenziato il valore della sua produzione per generazioni diverse. Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli lo ha definitivo un riferimento della canzone italiana, mentre Gianmarco Mazzi ha ricordato l’impatto delle sue composizioni.

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