A ottantadue anni dall’eccidio delle Fosse Ardeatine, una delle pagine più tragiche della storia italiana, le istituzioni hanno reso omaggio alle 335 vittime della rappresaglia nazista del 24 marzo 1944, compiuta dalle truppe guidate dal colonnello Herbert Kappler dopo l’attentato di via Rasella.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato al Mausoleo Ardeatino, dove, accolto da un applauso e dal picchetto d’onore, ha deposto una corona d’alloro. Accompagnato dal ministro della Difesa Guido Crosetto e dai vertici delle forze armate, il capo dello Stato ha poi reso omaggio all’interno del Sacrario e firmato l’Albo d’Onore. Durante la cerimonia sono stati letti i nomi di tutte le vittime.
Presenti, tra gli altri, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il presidente della Camera Lorenzo Fontana e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
Il valore della memoria
Nel giorno della commemorazione, i vertici istituzionali hanno ribadito il valore della memoria. La Russa ha definito l’eccidio “un crimine nazista” che impone il dovere di difendere ogni giorno libertà, dignità e democrazia. Fontana ha parlato di una “ferita profonda” che richiama al rifiuto di ogni ideologia fondata sull’odio e sulla violenza.
Le iniziative pubbliche
Le celebrazioni proseguono anche in Campidoglio con iniziative pubbliche e momenti di riflessione collettiva. Tra le diverse iniziative il concerto della Banda musicale del Corpo di Polizia locale di Roma Capitale. Con un repertorio di musica classica, tra cui l’Arioso e l’Aria sulla IV Corda di Bach, l’Adagio Cantabile di Beethoven e il celebre Coro dal Nabucco di Verdi.
Dare un nome a alle vittime rimaste ignote
Intanto continua il lavoro di ricerca per dare un nome alle ultime vittime ancora ignote, a testimonianza di un impegno che unisce memoria storica e giustizia.





