Nonostante il rinvio annunciato da Donald Trump sugli attacchi alle centrali iraniane, nuovi bombardamenti hanno colpito impianti del gas e un gasdotto in Iran, con danni parziali. Teheran ha sostenuto di poter ricostruire rapidamente eventuali strutture grazie alla decentralizzazione della produzione energetica.
I Guardiani della Rivoluzione hanno dichiarato l’intenzione di lanciare “massicci bombardamenti” contro Israele in risposta alle operazioni in Libano e nei territori palestinesi. Nelle ultime ore un missile con una testata da circa 100 chilogrammi ha colpito l’area di Tel Aviv, causando danni a edifici e veicoli e diversi feriti lievi.
L’esercito israeliano ha reagito colpendo lanciatori e infrastrutture militari nell’Iran occidentale, mentre nuove sirene sono risuonate nel nord di Israele, tra Haifa e altre città, dove razzi e detriti intercettati hanno provocato danni limitati.
Raid israeliani su Iran e Libano
L’Idf ha annunciato una vasta ondata di attacchi contro siti produttivi e militari iraniani, in particolare nell’area di Isfahan, sostenendo di aver preso di mira strutture legate alla produzione militare. Secondo fonti israeliane, oltre cinquanta obiettivi sono stati colpiti, tra centri di comando, depositi di armi e infrastrutture missilistiche.
Parallelamente, l’aviazione israeliana ha bombardato Beirut e diverse zone del Libano meridionale, inclusi edifici legati a Hezbollah e infrastrutture civili come un ponte. Le autorità libanesi parlano di vittime civili e nuovi sfollamenti, mentre Israele ha diffuso ordini di evacuazione nel sud del Paese.
Hezbollah ha risposto con il lancio di decine di razzi verso la baia di Haifa, in gran parte intercettati dalla difesa aerea.
La crisi si è estesa all’Iraq, dove un attacco attribuito agli Stati Uniti ha colpito milizie filo-iraniane causando diverse vittime.
Un altro bombardamento con razzi contro una base dei Peshmerga nella provincia di Erbil ha provocato morti e feriti, senza rivendicazioni immediate.
Nel Golfo, Arabia Saudita e Kuwait hanno segnalato intercettazioni di droni e missili, mentre il Kuwait ha registrato danni alla rete elettrica causati da detriti
Mediazione internazionale e diplomazia
Sul fronte diplomatico, Mosca ha ribadito la disponibilità a partecipare alla mediazione, pur ammettendo incertezza sui negoziati. Anche la Cina ha confermato l’impegno per una soluzione politica, sottolineando la propria capacità di dialogare con tutti gli attori regionali.
Secondo indiscrezioni, Turchia, Egitto e Pakistan sarebbero tra i Paesi più attivi nel facilitare contatti tra Washington e Teheran. Fonti iraniane parlano di un messaggio ricevuto dagli Stati Uniti tramite mediatori, mentre media americani ipotizzano un accordo articolato in più punti.
Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha criticato la gestione statunitense della crisi, accusando Washington di aver agito senza informare gli alleati e di aver provocato un forte shock economico. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha invece chiesto all’Iran di cessare minacce e attacchi, ribadendo la necessità di garantire la libertà di navigazione





