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Il Presidente USA, Donald Trump
Il Presidente USA, Donald Trump

Trump annuncia tregua di cinque giorni dopo “colloqui molto buoni”, ma Teheran smentisce. Israele continua i raid

lunedì, 23 Marzo 2026
2 minuti di lettura

Donald Trump ha annunciato il rinvio di cinque giorni degli attacchi statunitensi contro le infrastrutture energetiche iraniane, parlando di “colloqui molto buoni e produttivi” e di “importanti punti di accordo” con Teheran. Secondo il presidente americano, il dialogo sarebbe finalizzato a “una risoluzione completa e totale delle ostilità” in Medio Oriente e potrebbe portare anche alla riapertura dello Stretto di Hormuz.
Washington sostiene che l’Iran avrebbe accettato alcuni punti chiave, tra cui la rinuncia all’arma nucleare e la definizione di un’intesa articolata su più capitoli. Trump ha parlato di un accordo su “quindici punti” e ha indicato che, in caso di successo, i prezzi del petrolio “crolleranno” e la stabilità regionale migliorerebbe rapidamente. Il presidente ha inoltre affermato che gli Stati Uniti starebbero trattando con “una figura di vertice” del sistema iraniano, senza coinvolgere direttamente la Guida suprema.
Secondo indiscrezioni citate da media israeliani e statunitensi, i contatti sarebbero guidati dal presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. Sarebbe allo studio anche un incontro in settimana a Islamabad tra emissari americani, tra cui Steve Witkoff e Jared Kushner, e funzionari iraniani, con la possibile partecipazione del vicepresidente JD Vance. Pakistan, Turchia ed Egitto starebbero facilitando lo scambio di messaggi tra le due parti.

Ipotesi accordo su Hormuz

L’ipotesi di un’intesa preliminare includerebbe, secondo media israeliani, la riapertura dello Stretto di Hormuz in cambio dello stop agli attacchi statunitensi contro le infrastrutture energetiche iraniane, con un cessate il fuoco più ampio in una fase successiva. Il presidente americano ha anche evocato un possibile controllo congiunto della rotta marittima.
I mercati hanno reagito immediatamente alle dichiarazioni di Trump. Il petrolio è sceso con il Wti intorno ai 90 dollari e il Brent poco sopra i 104, mentre le borse europee hanno recuperato terreno. Piazza Affari è salita oltre il 2 per cento e lo spread è tornato sotto quota 90 punti.

Teheran smentisce, Israele continua i raid

Teheran ha però respinto nettamente la ricostruzione americana. La televisione di Stato e le agenzie iraniane hanno negato l’esistenza di colloqui diretti o indiretti con Washington, definendo le dichiarazioni di Trump “false” e sostenendo che la posizione iraniana sullo Stretto di Hormuz “non è cambiata”. Anche fonti vicine ai Pasdaran hanno parlato di una “marcia indietro” americana dopo le minacce di ritorsione contro infrastrutture energetiche regionali.

Nel frattempo Israele ha annunciato una nuova ondata di attacchi aerei contro siti infrastrutturali a Teheran, segnalando come l’eventuale de-escalation resti limitata ai rapporti tra Washington e la Repubblica islamica. Il silenzio del governo israeliano sulle dichiarazioni di Trump alimenta l’incertezza sulla possibilità di una tregua più ampia.
Sul piano diplomatico, il primo ministro britannico Keir Starmer ha accolto positivamente l’apertura al negoziato, affermando che Londra era stata informata dei contatti e sottolineando la necessità di una rapida de-escalation. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz si è detto “grato” per il rinvio degli attacchi alle centrali elettriche iraniane, dopo aver espresso a Trump le preoccupazioni europee.
Le tensioni restano comunque elevate. Il Dipartimento di Stato ha avvertito i cittadini americani in Medio Oriente del rischio di possibili attacchi iraniani, mentre il ministro degli Esteri di Teheran Abbas Araghchi ha rivendicato le operazioni militari nella regione come “diritto all’autodifesa”.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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