A poche ore dal taglio delle accise sui carburanti, l’adeguamento dei prezzi alla pompa risulta ancora incompleto. Secondo i dati dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alle 8 di oggi quasi il 60% degli impianti, pari a 12.107 punti vendita, ha ridotto i listini in linea con il provvedimento del Governo. Una nuova rilevazione è attesa nel pomeriggio. Le principali compagnie petrolifere hanno aggiornato i prezzi consigliati applicando una riduzione di 24,4 centesimi al litro. Tuttavia, l’adeguamento sulla rete di distribuzione procede a velocità diverse.
Sulla rete stradale, il prezzo medio in modalità self-service si attesta a 1,734 euro al litro per la benzina e a 1,978 euro per il gasolio. In autostrada i valori risultano più elevati, rispettivamente 1,812 euro per la benzina e 2,048 euro per il diesel.
Garante per la sorveglianza dei prezzi
Dalle rilevazioni emerge inoltre che l’11,4% degli impianti non ha ancora applicato il taglio delle accise e ha aumentato i prezzi esposti. Il Garante per la sorveglianza dei prezzi ha trasmesso l’elenco dei distributori alla Guardia di Finanza per i controlli previsti dal decreto legge. Gli esiti saranno inviati anche all’Autorità garante della concorrenza e del mercato per eventuali sanzioni e, nei casi rilevanti, all’autorità giudiziaria. Sul fronte dei consumatori il Codacons segnala che l’adeguamento risulta inferiore rispetto alla riduzione fiscale. Il taglio medio dei prezzi si attesta a 14,5 centesimi al litro, contro i 24,4 centesimi previsti. La differenza di 9,9 centesimi comporta un costo aggiuntivo di circa 5 euro per un pieno da 50 litri.
Secondo l’associazione l’applicazione del provvedimento avrebbe dovuto coinvolgere l’intera rete già dal giorno successivo all’entrata in vigore. I dati indicano invece una diffusione non uniforme della riduzione dei prezzi.





