Chiaramente la morte di Umberto Bossi, avvenuta ieri a Varese, ha scosso in maniera particolare il mondo della Lega. E stamattina a tracciare un ricordo personale e politico del ‘Senatùr’ è stato Matteo Salvini che ai microfoni di Radio Libertà ha sottolineato come, in questo momento, “la politica c’entra poco”, lasciando spazio invece ai ricordi più intimi: la famiglia, i comizi, le strette di mano, le battaglie condivise. Salvini ha parlato di un’eredità “morale, ideale e spirituale”, ricordando anche il ruolo decisivo di Bossi nella costruzione della Lega, oggi forte di centinaia di amministratori locali e rappresentanti di Governo.
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani a ‘Mattino Cinque’ su Canale 5 lo ha ricordato come “un uomo straordinario” e uno dei fondatori del Centrodestra insieme a Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Tajani ne ha ricordato la sensibilità politica e la determinazione.
Più articolato il ricordo del Deputato Gianfranco Rotondi, che ne ha evidenziato il ruolo storico. Bossi, ha scritto, seppe intercettare il malcontento del Nord Italia, trasformandolo in una proposta politica capace di entrare nelle istituzioni. Dallo slogan ‘Roma ladrona’ alle battaglie per federalismo e autonomia, il leader leghista riuscì a incanalare una protesta potenzialmente destabilizzante dentro il perimetro democratico, contribuendo alla nascita e al consolidamento del centrodestra. Non è mancato, nei ricordi, anche il lato più umano: gli episodi di vita politica e personale, le campagne elettorali, le sfide simboliche come il celebre “mai mollare”, diventato un tratto distintivo della sua leadership.





