Pete Hegseth, Segretario della difesa degli Stati Uniti, ha annunciato l’intenzione di chiedere al Congresso un aumento significativo dei finanziamenti per la difesa, in risposta alla recente guerra con l’Iran. In una dichiarazione rilasciata a margine di un incontro con membri della Commissione Servizi Armati, Hegseth ha definito il conflitto “una sveglia strategica” che impone una revisione urgente delle capacità operative statunitensi. Secondo Hegseth, la guerra ha messo in evidenza vulnerabilità logistiche e tecnologiche che non possono essere ignorate. “Abbiamo vinto, ma non possiamo permetterci di vincere con il fiato corto,” ha dichiarato, sottolineando la necessità di rafforzare la prontezza delle forze armate, investire in sistemi di difesa avanzati e accelerare la produzione di munizioni e componenti critici.
La proposta include fondi per il rinnovamento delle flotte navali, l’espansione della cyber-difesa e il potenziamento delle basi militari in Medio Oriente. La richiesta arriva in un momento di forte polarizzazione politica, con alcuni membri del Congresso che temono un’escalation della spesa militare a fronte di tagli in altri settori. Hegseth ha risposto alle critiche con toni decisi: “La sicurezza nazionale non è negoziabile. Se non investiamo ora, pagheremo un prezzo più alto domani.” Il Dipartimento della Difesa, pur non commentando direttamente, ha confermato che sono in corso valutazioni post-conflitto per aggiornare le priorità strategiche. L’iniziativa potrebbe trovare sponda tra i repubblicani più interventisti, ma resta da vedere se otterrà il consenso necessario per tradursi in legge.
Intanto, Hegseth continua a tessere relazioni con i vertici militari e a mobilitare l’opinione pubblica, convinto che la guerra con l’Iran sia solo il preludio di una nuova fase geopolitica in cui gli Stati Uniti dovranno dimostrare forza, visione e resilienza.





