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Droni militari ucraini

Zelensky propone tecnologia antidroni per il Medio Oriente. Mosca parla di “pausa nei negoziati”, mentre proseguono gli attacchi con droni su Russia e Ucraina

Netanyahu chiede un colloquio. Trump attacca il leader ucraino: “È più difficile fare un accordo con lui che con Putin”
lunedì, 16 Marzo 2026
2 minuti di lettura

Kiev punta a trasformare l’esperienza militare maturata nella guerra dei droni in una leva diplomatica ed economica. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che l’Ucraina ha inviato specialisti in diversi paesi del Medio Oriente per aiutare a contrastare i droni iraniani Shahed.“Vogliamo denaro e tecnologia in cambio del nostro aiuto”, ha detto, spiegando che squadre ucraine collaborano con governi partner per rafforzare le difese contro questi attacchi. Zelensky ha inoltre annunciato un giro di vite sull’export dei droni militari, denunciando tentativi di acquisto diretto da parte di governi e aziende straniere senza passare dallo Stato. Le imprese che aggirano Kiev, ha avvertito, rischiano “misure spiacevoli”.

Secondo il presidente, la produzione di droni e il know how ucraino potrebbero diventare per il paese un settore “redditizio quanto quello petrolifero”. L’esperienza ucraina interessa anche Israele. Secondo fonti diplomatiche, Benjamin Netanyahu ha chiesto un colloquio con Zelensky per discutere di cooperazione nella difesa contro i droni iraniani.

Trump attacca Zelensky

Sul piano politico si allarga la distanza tra Washington e Kiev. In un’intervista a Nbc Donald Trump ha affermato che raggiungere un accordo con Zelensky è “molto più difficile” che con Vladimir Putin. “Dite a Zelensky di trovare un accordo, perché Putin è disposto a farlo”, ha dichiarato. Trump ha inoltre difeso la sospensione temporanea di alcune sanzioni sul petrolio russo, sostenendo che serve a contenere l’impatto della crisi nel Golfo sui mercati energetici. “Voglio che il mondo abbia petrolio”, ha detto, assicurando che le restrizioni torneranno “non appena la crisi sarà finita”. Dal Cremlino Dmitry Peskov ha confermato lo stallo dei negoziati: “È emersa una pausa nei colloqui. Gli americani hanno altre priorità”. Mosca, ha aggiunto, resta comunque aperta a una soluzione diplomatica mentre la situazione sul fronte, dal punto di vista russo, “si sviluppa in modo positivo”.

Le divisioni europee

Intanto l’Unione europea ha prorogato fino al 15 settembre le sanzioni individuali contro la Russia, che colpiscono oltre 2.600 persone ed entità legate all’aggressione contro l’Ucraina. Il fronte europeo resta però diviso. In Slovacchia il premier Robert Fico ha dichiarato che sosterrebbe un mandato negoziale diretto dell’Ue con Mosca. In Polonia migliaia di persone sono scese in piazza a Varsavia contro il presidente Karol Nawrocki, accusato di voler bloccare il programma europeo di riarmo Safe.

In Ungheria circa centomila sostenitori di Viktor Orbán hanno partecipato a una manifestazione a Budapest in vista delle elezioni di aprile. Il premier ha attaccato Bruxelles e Kiev parlando di un “asse della guerra” e sostenendo che “i nostri figli non moriranno per l’Ucraina”.

Attacchi e infrastrutture colpite

Sul campo, la guerra continua. Secondo il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin, sabato le difese aeree russe hanno abbattuto 32 droni ucraini diretti verso la capitale. Nelle ore successive altri due velivoli sono stati intercettati in avvicinamento alla città. Le operazioni ucraine hanno colpito anche la regione russa di Krasnodar, dove i detriti di un drone abbattuto hanno provocato un incendio in un impianto petrolifero vicino a Tikhoretsk, snodo strategico per i rifornimenti del porto di Novorossiysk sul Mar Nero.

Le autorità hanno poi annunciato che il rogo è stato domato. Sul territorio ucraino un drone russo ha colpito un’ambulanza in movimento nella regione di Kharkiv, uccidendo due operatori sanitari e ferendone gravemente un terzo. Nella regione di Chernihiv un altro drone ha centrato un posto di blocco militare causando almeno un morto e diversi feriti. Nella regione di Sumy, infine, un velivolo senza pilota russo ha incendiato un treno passeggeri senza provocare vittime ma con pesanti ripercussioni sul traffico ferroviario.

Emergenza ambientale in Moldova

In Moldova è stato dichiarato lo stato di allerta per la dispersione di carburante nel fiume Dniester, probabilmente causata dall’attacco russo del 7 marzo contro la centrale idroelettrica della zona. Secondo il primo ministro Alexandru Munteanu, “l’ondata di inquinamento continua a diffondersi lungo il corso del fiume e in alcuni tratti supera i limiti consentiti”. Le autorità stanno installando barriere galleggianti e materiali assorbenti, mentre il governo ha chiesto assistenza all’Unione europea e invitato la popolazione a non utilizzare l’acqua del fiume.

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