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Papa Leone XIV

Il Papa: “Cessate il fuoco in Medio Oriente”. Appello da San Pietro per riaprire il dialogo

Dopo l’Angelus Leone XIV torna sulla guerra nella regione: “Migliaia di innocenti uccisi e famiglie costrette a fuggire”. Preoccupazione per il Libano e invito ai responsabili del conflitto a sedersi al tavolo delle trattative
lunedì, 16 Marzo 2026
2 minuti di lettura

Da un paio di settimane il suo sembra essere (giustamente) un mantra. E infatti anche ieri il Papa è tornato a chiedere il cessate il fuoco in Medio Oriente e nello stesso tempo la ripresa del dialogo. Location, come sempre di domenica, piazza San Pietro, dopo la recita dell’Angelus. Leone XIV in pratica ha richiamato con forza l’attenzione sulla guerra che negli ultimi giorni sta colpendo diversi Paesi della Regione e ha invitato i responsabili del conflitto a sedersi a un tavolo per interrompere le ostilità. “A nome dei cristiani del Medio Oriente e di tutte le donne e uomini di buona volontà mi rivolgo ai responsabili di questo conflitto: cessate il fuoco, si riaprano percorsi di dialogo” sono state le parole precise pronunciate dal Pontefice che ha denunciato di come i popoli della regione subiscono la violenza della guerra: “Migliaia di persone innocenti sono state uccise e moltissime altre costrette ad abbandonare le proprie case” la sua denuncia.

E quindi il Santo Padre ha espresso vicinanza alle famiglie colpite dagli attacchi che hanno interessato scuole, ospedali e centri abitati. Ha citato anche la situazione in Libano, indicata come motivo di preoccupazione: “Auspico cammini di dialogo che possano sostenere le autorità del Paese nell’implementare soluzioni durature alla grave situazione in corso per il bene comune di tutti i libanesi”, ha aggiunto.

L’Angelus

Prima delle parole dedicate alla situazione internazionale, il Vescovo di Roma durante l’Angelus ha commentato il Vangelo della quarta domenica di Quaresima, dedicato alla guarigione di un uomo cieco dalla nascita. E qui il Papa ha richiamato il significato di questo episodio, presentato dall’evangelista Giovanni come segno della missione di Gesù. Dio, ha ricordato il Pontefice, ha inviato il Figlio come luce del mondo per illuminare la vita dell’umanità.

Il racconto evangelico richiama anche le parole dei profeti che avevano annunciato l’apertura degli occhi dei ciechi come segno della presenza del Messia. Gesù stesso, ha ricordato Prevost, ha indicato questo segno come prova della sua missione. L’incontro con Cristo, secondo Leone XIV, non porta a una rinuncia alla ragione, ma apre uno sguardo nuovo sulla realtà. E Sua Santità ha spiegato che la fede permette di guardare il mondo con lo sguardo di Gesù e invita a riconoscere le sofferenze presenti nella storia. È perciò ha richiamato la necessità di una fede vigile, capace di confrontarsi con le domande dell’uomo e con le situazioni segnate da violenza e ingiustizia. Il Papa ha concluso con una preghiera alla Vergine Maria. Ha chiesto la sua intercessione perché la luce di Cristo apra gli occhi del cuore e renda possibile una testimonianza di fede fondata sulla pace, sulla giustizia e sulla solidarietà.

Visita pastorale

Nel pomeriggio invece il Papa ha visitato la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo per la quinta tappa delle visite pastorali quaresimali nelle parrocchie romane. Ad accoglierlo nel cortile dell’oratorio circa seicento fedeli, insieme al Cardinale vicario Baldo Reina e al Parroco don Francis Refalo.

Il Pontefice ha ringraziato la comunità per l’accoglienza e l’ha indicata come segno di speranza e ha invitato i fedeli a testimoniare l’amore di Cristo anche nelle difficoltà. Ha salutato le persone affacciate ai balconi e ha rivolto un ringraziamento ai volontari della Caritas e a chi aiuta famiglie, immigrati e persone in difficoltà. Tra i presenti molti bambini e giovani della parrocchia, che hanno consegnato al Papa disegni e messaggi; alcuni residenti del quartiere hanno seguito l’incontro dalle transenne, descrivendo la visita come una festa per tutta la zona.

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