Un drone ha colpito la base aerea di Ali Al Salem in Kuwait, che ospita personale e mezzi statunitensi e italiani. Nell’attacco è stato distrutto un velivolo a pilotaggio remoto della Task Force Air italiana, ma non si registrano feriti tra i militari presenti.
Secondo lo Stato Maggiore della Difesa il drone ha centrato uno shelter dove era ricoverato il velivolo. Al momento dell’attacco tutto il personale era già in sicurezza e non è rimasto coinvolto.
Il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, ha spiegato che il mezzo distrutto rappresentava “un assetto indispensabile per lo svolgimento delle attività operative” della missione. Portolano ha inoltre riferito di aver informato immediatamente il ministro della Difesa Guido Crosetto dell’accaduto e di essere in contatto continuo con i contingenti italiani nell’area.
L’attacco si inserisce nel conflitto più ampio tra Iran, Israele e Stati Uniti che nelle ultime settimane ha coinvolto diversi Paesi del Golfo.
Guerra destinata a durare
Sul piano politico il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che il conflitto non terminerà rapidamente. “La guerra finirà quando saremo certi che non si ripeterà”, ha affermato, ribadendo la posizione di Teheran contro nuove trattative con Washington.
Anche Israele prepara operazioni prolungate. Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato di avere “piani dettagliati fino a Pasqua e per le tre settimane successive”, aggiungendo che esistono ancora “migliaia di obiettivi da colpire” e che le operazioni continueranno in coordinamento con gli Stati Uniti.
Pressioni internazionali
Nel frattempo Londra ha fatto sapere di essere in contatto con gli alleati per valutare misure di sicurezza nello Stretto di Hormuz, snodo chiave per il traffico petrolifero mondiale.
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha escluso invece negoziati diretti con il Libano, mentre le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno rilanciato le minacce contro il premier israeliano: “Uccideremo Netanyahu”. Il presidente statunitense Donald Trump ha infine ribadito che al momento non vede le condizioni per un cessate il fuoco. “Non sono pronto a un accordo. Le condizioni non sono ancora buone”, ha dichiarato.





