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Meloni alle Camere: “L’Italia non entrerà in guerra”. Apertura al dialogo, ma è scontro con le opposizioni

Il Premier riferisce su Consiglio europeo e crisi in Medio Oriente: appello all’unità nazionale, stop alle speculazioni sull’energia e ipotesi accise mobili. Conte attacca, Fratoianni parla di Governo “succube di Trump”, Schlein chiede cessate il fuoco immediato
giovedì, 12 Marzo 2026
5 minuti di lettura

L’Italia non è in guerra e non intende entrarvi. Giorgia Meloni lo ha ribadito ieri in Parlamento durante le comunicazioni sul prossimo Consiglio europeo del 18 e 19 marzo e sulla crisi in Medio Oriente. Il Premier ha parlato prima al Senato e poi alla Camera per delineare la linea del Governo sulla situazione internazionale, sull’energia e sul ruolo dell’Italia nello scenario geopolitico. Nel discorso a Palazzo Madama il Presidente del Consiglio ha chiarito immediatamente la posizione dell’esecutivo rispetto alle operazioni militari condotte da Stati Uniti e Israele contro il regime iraniano. “Ribadisco che noi non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra”. L’Italia, ha precisato, non partecipa alle operazioni e non ha alcuna intenzione di prenderne parte.

Meloni ha inserito la crisi nel quadro più ampio della trasformazione dell’ordine internazionale. Secondo il Primo Ministro il sistema globale attraversa una fase segnata dall’indebolimento del diritto internazionale e dal deterioramento degli organismi multilaterali.

Escalation

In questo contesto, ha spiegato Meloni, si colloca anche l’attuale escalation in Medio Oriente: ““Ci troviamo davanti a una delle crisi più complesse degli ultimi decenni”, ha detto per parlare della necessità di affrontare la situazione con “lucidità e serietà”. Nel passaggio politico centrale dell’intervento, il Presidente del Consiglio ha fatto un appello alle forze parlamentari con l’obiettivo di chiedere un confronto che permetta al Paese di affrontare la crisi con una posizione condivisa: “Mi auguro che questa fase possa essere affrontata con uno spirito costruttivo e di coesione”. Insomma, ha invitato i gruppi parlamentari a sottrarre il tema della politica estera alla polarizzazione politica e ha proposto un tavolo di confronto con le opposizioni a Palazzo Chigi.

E Durante la replica al Senato ha confermato la disponibilità a convocare l’incontro già da subito. L’obiettivo consiste nel verificare la possibilità di condividere alcune parti delle mozioni parlamentari presentate dalle opposizioni.

Alla Camera

Nel pomeriggio, intervenendo alla Camera, Meloni è tornata sul tema del confronto politico. Ha risposto alla richiesta delle opposizioni di un nuovo passaggio in Aula dopo il Consiglio europeo: “Se non volete accogliere il mio appello, ditelo chiaramente”, ha detto duramente, ma al tempo stesso ricordando che il Governo resta disponibile al dialogo. Tra i punti affrontati è comparsa anche la questione dell’eventuale utilizzo delle basi militari statunitensi presenti in Italia. Meloni ha precisato che al momento non esiste alcuna richiesta da parte dell’amministrazione americana.

Nel caso in cui una richiesta arrivasse, la decisione spetterebbe comunque al Parlamento. Gli accordi tra Italia e Stati Uniti, ha ricordato, risalgono al 1954 e sono stati aggiornati nel tempo da governi di diverso orientamento politico. Le autorizzazioni previste da questi accordi riguardano soprattutto attività logistiche o operazioni non cinetiche. In ogni caso, ha precisato, una decisione su eventuali utilizzi diversi dovrebbe passare attraverso il Parlamento.

Energia e carburanti

Una parte rilevante delle comunicazioni ha riguardato l’impatto economico della crisi, in particolare sul prezzo dell’energia. E qui il Premier ha sottolineato come l’escalation in Medio Oriente abbia riportato al centro il tema dei costi energetici. A livello europeo, ha spiegato, l’Italia propone la sospensione temporanea dell’applicazione del sistema Ets alla produzione di elettricità da fonti termiche. La misura servirebbe a contenere i prezzi fino a quando il mercato delle fonti fossili non tornerà ai livelli precedenti alla crisi. Sul fronte interno il Governo valuta anche il meccanismo delle accise mobili sui carburanti. La misura, ha chiarito Meloni, non è stato trattato nell’ultimo Consiglio dei ministri perché l’aumento dei prezzi si è registrato da pochi giorni e non ha prodotto effetti fiscali sufficienti. Ma il messaggio del Primo Ministro si è rivolto anche alle aziende del settore energetico: “Consiglio prudenza a chi pensa di arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese”. Il Governo, ha specificato, esaminerà ogni strumento utile a impedire speculazioni, compresa una maggiore tassazione sui profitti derivanti da rialzi ingiustificati.

Iran

Meloni ha dedicato una parte del discorso alla situazione iraniana: ha condannato la strage di bambine avvenuta nella scuola di Minab, nel sud del Paese, e ha espresso solidarietà alle famiglie delle vittime. Allo stesso tempo ha segnalato i rischi legati al programma nucleare iraniano: “Non possiamo permetterci un regime degli Ayatollah dotato di arma nucleare”. Un simile scenario, secondo il Presidente del Consiglio, potrebbe innescare una corsa agli armamenti nucleari con conseguenze per la sicurezza globale.

Durante la pausa tra i due interventi parlamentari, Meloni ha partecipato anche a una riunione del G7 dedicata alla crisi. L’Italia ha proposto inoltre un incontro tra i Paesi del G7 e gli Stati del Consiglio di cooperazione del Golfo per affrontare le conseguenze regionali del conflitto.

Le reazioni politiche

Giuseppe Conte M5S

La proposta di un tavolo con le opposizioni ha ricevuto reazioni contrastanti. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha sostenuto che il confronto politico esiste già: “Il tavolo c’è”, ha detto criticando l’idea di nuovi incontri a Palazzo Chigi. Durante le dichiarazioni di voto alla Camera il leader pentastellato ha criticato il Premier con toni duri: “A me non sarebbe mai venuto in mente di paragonare l’attacco di un drone americano per reazione all’attacco all’ambasciata Usa a Baghdad al silenzio complice per il genocidio di ventimila bambini palestinesi”, ha spiegato. Conte ha criticato anche la posizione del Governo sulla crisi internazionale: “Un Presidente del Consiglio non può dire ‘non condanno né condivido, non ho elementi’. È sconcertante sentirlo dal leader di un Paese del G7”. Secondo l’ex Primo Ministro il conflitto comporta rischi anche per l’Italia, tra terrorismo, flussi migratori e aumento dei prezzi dell’energia. E ha concluso accusando la premier di mancanza di coraggio e di “subalternità a Trump.

Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra

Critico anche Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra. Secondo l’esponente dell’opposizione il Premier non avrebbe chiarito la posizione italiana sul conflitto: “Non ha mai citato Trump né Netanyahu e non ha detto qual è la posizione del Governo su una guerra illegale”. Fratoianni ha parlatoapertamente di un Governo “succube di Trump” e ha aggiunto che l’Italia non può limitarsi a osservare gli eventi senza assumere una posizione politica netta.

Stop ai bombardamenti

Segretaria del Partito Democratico Elly Schlein

In tarda serata è intervenuta anche la Segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. “A Meloni dico di posare la clava: il suo appello all’unità arriva con dodici giorni di ritardo”, ha detto durante le dichiarazioni di voto. Secondo la leader dem la guerra non avrebbe dovuto iniziare e serve “un cessate il fuoco immediato”. Schlein ha sostenuto che debbano fermarsi sia le ritorsioni del regime iraniano sia i bombardamenti di Trump e Netanyahu e ha invitato il Governo a puntare su una soluzione negoziale per evitare un ulteriore allargamento del conflitto.

Deputato di Italia Viva Roberto Giachetti

Nel dibattito è intervenuto anche il Deputato di Italia Viva Roberto Giachetti, che ha sottolineato la portata della crisi internazionale che “è complessa e può diventare drammatica nel giro di pochi giorni, non solo sul piano militare ma anche su quello economico”. In questo contesto, ha aggiunto, l’Italia deve scegliere se contribuire alla costruzione di un’Europa più forte o accettare una posizione marginale nello scenario geopolitico.

Dalla maggioranza è arrivato invece sostegno alla linea dell’esecutivo. Il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi ha definito chiara la posizione del Governo in politica estera e ha richiamato il tema dell’autonomia energetica. Nel suo intervento alla Camera ha invitato le forze politiche a unire le energie “per il bene comune”. Lupi ha citato più volte Alcide De Gasperi e ha invitatole forze politiche a ricercare una convergenza nell’interesse del Paese: “Unire più forze per il bene comune”, ha detto per richiamare l’impostazione europeista e di cooperazione che caratterizzò l’azione dello statista democristiano.

Il voto dell’Aula

Al termine del dibattito la Camera ha votato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio. Il testo è stato approvato con 196 voti favorevoli, 122 contrari e 3 astenuti. La risoluzione riguarda la posizione del Governo in vista della riunione del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo 2026 e gli sviluppi della crisi in Medio Oriente.

L’intervento di replica del Presidente Meloni al Senato della Repubblica
L’intervento di replica del Presidente Meloni alla Camera dei Deputati

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