Il sistema europeo di contrasto al riciclaggio presenta ancora molte lacune. A denunciarlo è Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, intervenuto a Londra all’Italian Symposium organizzato da United Italian Societies, l’organizzazione che riunisce gli studenti italiani all’estero. Secondo il magistrato il principale problema è la mancanza di una reale armonizzazione delle norme tra i diversi Paesi dell’Unione: “In Europa c’è un sistema a maglie larghe sull’antiriciclaggio perché non è armonizzato”, ha spiegato Gratteri.
Nel suo intervento il Procuratore ha richiamato anche le misure europee pensate per limitare l’uso del contante: “Una Direttiva europea invita gli Stati a stabilire un limite di 10.000 euro per le transazioni in contanti. Questo aiuta con la piccola corruzione”, ha osservato. Ma, ha aggiunto, i flussi più consistenti di denaro illegale seguono canali diversi: “Il grosso viene gestito attraverso banche e finanziarie”.
Istituti piccoli
L’esperienza investigativa maturata negli anni, ha spiegato Gratteri, mostra come il riciclaggio sia spesso più semplice attraverso istituti di dimensioni ridotte: “La nostra esperienza è che ci sia maggiormente riciclaggio usando piccole banche piuttosto che quelle grandi, perché è più facile raggiungere e influenzare chi le dirige”.
Per questo motivo, secondo il magistrato, è necessario rafforzare la cooperazione internazionale e dotarsi di strumenti giuridici comuni: “Servono regole chiare e coordinate a livello internazionale. Il problema è che spesso il riciclaggio non viene percepito come un pericolo ma come un’opportunità, perché entra nel circolo dell’economia legale”. Da qui l’appello a una maggiore integrazione europea: “Abbiamo bisogno di un’Europa federale, con omologazione dei codici e del sistema giudiziario”.





