Nuovi attacchi russi hanno colpito diverse città ucraine mentre sul piano diplomatico il negoziato tra Kiev, Mosca e Washington rallenta. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che il nuovo ciclo di colloqui trilaterali previsto per questa settimana è stato rinviato perché l’attenzione internazionale è concentrata sulla crisi in Medio Oriente. “È importante restare in contatto con la parte americana praticamente ventiquattro ore su ventiquattro”, ha scritto Zelensky sui social dopo una riunione con il team negoziale. Secondo Kiev è stata proprio la situazione in Iran a spingere Washington a chiedere lo slittamento dell’incontro.
Raid su Dnipro, Kharkiv e Sloviansk
Sul terreno i combattimenti continuano con intensità. Nella notte le forze russe hanno colpito Dnipro e Kharkiv causando almeno venti feriti. A Dnipro i raid hanno provocato una decina di feriti, tra cui un bambino di dodici anni. Il sindaco Borys Filatov ha riferito che diversi edifici residenziali sono stati danneggiati e che centinaia di finestre sono andate in frantumi dopo le esplosioni. A Kharkiv droni Shahed hanno colpito quartieri residenziali provocando altri feriti e incendi in auto e abitazioni. I soccorritori hanno lavorato per ore tra gli edifici colpiti mentre proseguiva la valutazione dei danni. Nel Donetsk un attacco aereo ha colpito il centro di Sloviansk. Il governatore Vadym Filashkin ha denunciato “un attacco cinico contro civili”: tre bombe aeree hanno colpito la città causando quattro morti e sedici feriti, tra cui una ragazza di quattordici anni. Diversi palazzi e numerosi veicoli sono stati distrutti.
Una guerra senza linea del fronte
Il comandante delle forze armate ucraine Oleksandr Syrsky sostiene che la natura dei combattimenti sta cambiando e che la linea del fronte è sempre meno definita. “La natura della guerra in questa fase è tale che il concetto di linea del fronte sta diventando sempre più sfumato”, ha dichiarato dopo una visita nel Donetsk. In molte aree, ha spiegato, piccoli gruppi di fanteria penetrano nelle retrovie creando zone di infiltrazione che possono estendersi per oltre dieci chilometri. Nonostante la pressione russa, Syrsky afferma che le forze ucraine mantengono diverse posizioni e in alcuni settori conducono anche operazioni offensive.
Telefonata Trump Putin
Sul piano diplomatico restano aperti i canali tra Mosca e Washington. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha confermato che l’inviato statunitense Steve Witkoff mantiene “contatti costanti” con le controparti russe. Ieri Vladimir Putin e Donald Trump hanno avuto una telefonata durata oltre un’ora. Secondo il Cremlino, il presidente russo ha sostenuto che i successi militari nel Donbass potrebbero spingere Kiev ad accettare un accordo. Trump ha definito il colloquio positivo ma ha riconosciuto la profondità dello scontro politico tra le parti. “C’è molto odio tra Zelensky e Putin”, ha dichiarato durante una conferenza stampa a Miami. “Abbiamo parlato di Ucraina, una guerra che sembra non finire mai”.
Europa divisa sugli aiuti
Intanto nell’Unione Europea prosegue il confronto sul nuovo pacchetto finanziario per Kiev. Bruxelles ha confermato l’impegno per un prestito comune da novanta miliardi di euro destinato a sostenere l’economia ucraina nei prossimi due anni. Il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis ha ribadito che l’erogazione dei fondi resta una priorità. “In un modo o nell’altro rispetteremo questo prestito”, ha dichiarato al termine della riunione dei ministri finanziari dell’Ue. Anche il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha confermato il sostegno a Kiev, affermando che l’Unione continuerà a fare pressione su Mosca per “una pace giusta e duratura che non comprometta la sicurezza dell’Europa”. Nel frattempo la Germania ha annunciato la consegna all’Ucraina di trentacinque missili intercettori Patriot nell’ambito di un nuovo pacchetto di difesa antiaerea coordinato con altri Paesi alleati.





