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Mattarella: “Le donne hanno dato molto alla Repubblica, ma l’equilibrio non è ancora raggiunto”

Mattarella: “Le donne hanno dato molto alla Repubblica, ma l’equilibrio non è ancora raggiunto”

Al Quirinale il Capo dello Stato richiama i nodi ancora aperti: “Colmare il divario nei salari e rafforzare la presenza ai vertici”. Il ricordo del 1946: “Il voto segnò una rivoluzione”
martedì, 10 Marzo 2026
2 minuti di lettura

Un concetto chiaro e che non fa una piega quello espresso ieri da Sergio Mattarella nel corso del suo intervento al Quirinale per la ‘Giornata internazionale della donna’: “La Repubblica ha dato molto alle donne.

Le donne hanno dato molto alla Repubblica e l’equilibrio non è ancora alla pari”. Ed è davvero difficile dare torto al Capo dello Stato che ancora una volta ha colto l’occasione per richiamare l’attenzione sugli ostacoli che limitano il pieno riconoscimento del ruolo femminile nella società italiana.“Guardando al futuro, la nostra Repubblica deve continuare a valorizzare il ruolo delle donne, abbattendo gli ostacoli che tuttora ne limitano le potenzialità: il divario salariale, la scarsa presenza nei ruoli apicali delle aziende, la violenza di genere, la conciliazione tra vita e lavoro”, le parole di Mattarella che in poche righe ha riassunto cosa manca alla parità di genere.

E il Presidente ha colto l’occasione per ricordare un passaggio centrale della storia italiana. Il 1946, anno della nascita della Repubblica, segnò anche l’ingresso delle donne nella vita politica del Paese: “Le italiane, chiamate al voto dopo anni di sofferenze e di guerra, diedero il loro apporto decisivo alla costruzione della nuova Italia”.

Il voto femminile, per il Capo dello Stato,rappresentò “un’autentica rivoluzione” perché pose fine a una lunga stagione di discriminazioni e aprì la strada al principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione.

Grande contributo

Ma Mattarella ha ricordato anche il grandissimo contributo delle donne nei momenti più difficili della storia nazionale. Per esempio durante i conflitti mondiali e nella lotta di Liberazione molte italiane sostennero la società e l’economia del Paese e parteciparono alla Resistenza come staffette, attiviste e combattenti. Anche se tanto c’è ancora da fare, nel corso degli anni la legislazione ha accompagnato il percorso verso la parità.

E il Presidente ha voluto ricordare alcune tappe: la legge del 1958 contro lo sfruttamento della prostituzione, la tutela delle lavoratrici madri nel 1971, la riforma del diritto di famiglia nel 1975, l’abolizione del delitto d’onore nel 1981 e la legge del 1996 che ha definito la violenza sessuale reato contro la persona. Negli anni successivi sono arrivate le norme contro lo stalking e gli strumenti per contrastare il femminicidio.

Vita pubblica

Di positivo c’è stato anche il fatto della crescita della presenza femminile nella vita pubblica: “Per lungo tempo era scontato che gli incarichi di vertice fossero rivestiti da uomini”, ha ricordatoMattarella, ma con il passare degli anni le donne hanno conquistato spazi nella magistratura, nella diplomazia, nelle università, nella ricerca scientifica e nelle amministrazioni locali.

Ma per il Capo dello Stato il percorso verso la parità non riguarda solo le figure di successo, ma milioni di donne: “La sfida riguarda lavoratrici, professioniste, madri di famiglia”. E il traguardo sarà raggiunto quando alle donne non verrà più chiesto di adeguarsi a modelli maschili per ottenere riconoscimento professionale: “Finché questo non avverrà continuerà a esserci una perdita di valori e di opportunità per l’intera società italiana”.
Un passaggio del discorso è stato dedicato anche alla violenza di genere.

Mattarella ha definito necessario un impegno che coinvolga leggi e cultura civile: “L’impegno di civiltà di consegnare la violenza di genere al passato non richiede soltanto il rafforzamento delle norme di legge ma anche di depurare gli animi da una mentalità distorta che si alimenta di pregiudizi”.

Il Presidente ha concluso con un richiamo al valore del contributo femminile nello sviluppo del Paese: “Promuovere politiche che favoriscano inclusione, formazione e leadership femminile, sostenere la maternità senza penalizzazioni di carriera sono fattori fondamentali per il futuro della nostra Italia”. E ha aggiunto: “La Repubblica continuerà a crescere se continuerà a dare voce, spazio e libertà ai talenti delle donne”.

La celebrazione al Quirinale si è aperta con il filmato ‘Donne nella Repubblica’, realizzato da Rai Teche. La cerimonia è stata condotta da Malika Ayane. Presente anche il Premier Giorgia Meloni, la Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità Eugenia Maria Roccella e alcune ospiti che hanno portato testimonianze nei rispettivi ambiti professionali.

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