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figlio di Khamenei
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Missili su Tel Aviv, raid israeliani in Iran. Il figlio di Khamenei nuova Guida Suprema

Teheran rivendica “ventottesima ondata” contro Israele, l’Idf colpisce oltre 400 obiettivi in Iran. Per Donald Trump: “Mojtaba è inaccettabile. Non durerà”. Il presidente Usa: Meloni “cerca sempre di aiutare, ottima leader”
lunedì, 9 Marzo 2026
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3 minuti di lettura

Missili su Tel Aviv, raid israeliani in Iran. Abu Dhabi smentisce un presunto attacco
Nella notte tra sabato e domenica le sirene sono tornate a suonare a Tel Aviv e nel centro di Israele dopo un nuovo lancio di missili dall’Iran. I soccorsi israeliani riferiscono di un ferito grave nell’area di Tel Aviv e di due feriti lievi a Petah Tikva.

Le Guardie Rivoluzionarie hanno rivendicato la “ventottesima ondata” dell’operazione contro Israele, sostenendo di aver colpito Tel Aviv, Beersheva e la base aerea giordana di Al-Azraq con “missili di nuova generazione”. Israele ha intanto proseguito i bombardamenti in Iran.

Secondo l’Idf, nelle ultime ventiquattr’ore sono stati colpiti oltre quattrocento obiettivi tra ovest e centro del Paese, tra cui lanciatori di missili balistici, siti di produzione di armamenti e strutture legate al programma spaziale dei Pasdaran. Tra i bersagli figurerebbe anche il quartier generale satellitare del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica, che Israele accusa di essere utilizzato per attività di sorveglianza militare nella regione.

Il ministro della Difesa Israel Katz ha inoltre annunciato l’uccisione di Abu al-Qasem Baba’iyan, indicato come nuovo segretario militare della Guida Suprema iraniana e nominato pochi giorni dopo la morte del predecessore nell’attacco che ha ucciso Ali Khamenei. Lo U.S. Central Command ha invitato i civili iraniani a restare in casa, accusando Teheran di lanciare missili e droni da aree densamente popolate. “Il regime sta consapevolmente mettendo in pericolo le vite dei civili”, ha dichiarato l’ammiraglio Brad Cooper.

Scontro diplomatico con gli Emirati

Sul piano diplomatico si è aperta una frizione tra Israele ed Emirati Arabi Uniti. Alcuni media israeliani avevano riferito di un attacco emiratino contro un impianto di desalinizzazione in Iran, ma Abu Dhabi ha smentito con durezza. “Si tratta di fake news. Quando facciamo qualcosa abbiamo il coraggio di annunciarlo”, ha scritto su X Ali Rashid Al-Nuaimi, presidente della commissione Difesa del Consiglio nazionale federale emiratino. Fonti vicine agli Emirati hanno inoltre criticato la diffusione di dettagli sui voli di evacuazione da Abu Dhabi verso Israele, sostenendo che “rivelazioni pubbliche di questo tipo possono danneggiare uno sforzo regionale estremamente delicato”. Nel contesto della crisi regionale, il presidente statunitense Donald Trump ha definito Giorgia Meloni “un’ottima leader” che “cerca sempre di aiutare”, aggiungendo: “Amo l’Italia”. La premier ha ribadito che “l’Italia non è parte del conflitto e non intende diventarlo”, assicurando che Roma lavora per ridurre le tensioni e continua ad assistere i connazionali nella regione.

Scelto il successore di Khamenei

A Teheran scelta la nuova Guida Suprema, dopo la morte di Ali Khamenei sarà il figlio Mojtaba a succedergli. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha respinto le pressioni di Washington ribadendo che “spetta al popolo iraniano eleggere il suo nuovo leader”. Intanto l’Ayatollah Mohammadmeh di Mirbaqeri, membro dell’Assemblea degli Esperti, ha annunciato che l’accordo su chi sarà il nuovo Leader “è stato raggiunto”, anticipando che “Persino il Grande Satana (gli Usa) ha fatto il suo nome” riferendosi probabilmente a Mojtaba, il figlio di Khamenei, che Trump ha già definito “inaccettabile” e pretendendo un ruolo nella scelta della futura leadership iraniana. In un’intervista ad Abc ha affermato che la nuova guida “dovrà ottenere la nostra approvazione. Se non la otterrà non durerà a lungo”. Secondo alcuni membri dell’Assemblea degli esperti, l’annuncio del successore potrebbe arrivare a breve, anche se diversi ayatollah hanno criticato il ritardo della comunicazione ufficiale.

Missili nel Golfo e allarme petrolio

Il conflitto continua ad allargarsi nella regione. Il Kuwait afferma di essere stato colpito dall’inizio della guerra da “234 missili e 422 droni” lanciati dall’Iran. In Arabia Saudita un attacco contro un complesso residenziale nel governatorato di Al-Kharj ha causato due morti e dodici feriti. Gli Emirati restano tra i Paesi più esposti. Secondo un bilancio ufficiale diffuso da Abu Dhabi, dall’inizio della crisi sono stati intercettati centinaia di missili e oltre mille droni. Gli attacchi hanno provocato quattro morti tra lavoratori stranieri e più di cento feriti. Nel fine settimana nella capitale emiratina sono state udite nuove esplosioni mentre le difese aeree tornavano in azione. La crisi pesa anche sui mercati energetici. Per oggi è stata convocata una riunione straordinaria dei ministri delle Finanze del G7, organizzata dalla presidenza francese, per valutare le ricadute della guerra sul mercato energetico e sulla stabilità economica globale. Teheran ha avvertito che il conflitto potrebbe compromettere produzione ed export di petrolio nella regione. “Se la guerra continuerà non ci sarà più modo di produrre né esportare greggio”, ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Qalibaf.

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  1. Il figlio di Khamenei nuova guida suprema, guida suprema di un governo terrorista di cui l’IRAN si deve liberare insieme a tutti i seguaci.

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