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Dichiarazioni del presidente iraniano Pezeshkian e richieste di calma
Masoud Pezeshkian, Presidente dell’Iran

Iran, Pezeshkian rassicura i Paesi del Golfo ma sfida Usa e Israele

sabato, 7 Marzo 2026
2 minuti di lettura

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che l’Iran non ha intenzione di continuare attacchi contro gli Stati della regione, purché non partano da quei territori operazioni militari contro la Repubblica islamica. In un messaggio trasmesso dalla televisione di Stato, il capo dello Stato ha anche chiesto scusa ai Paesi del Golfo per i raid degli ultimi giorni, definendoli il risultato di un “malinteso”.

I ministri degli Esteri della Lega Araba terranno una riunione d’emergenza per discutere degli attacchi iraniani contro diversi Stati della regione. Ma mentre Teheran prova a rassicurare i Paesi vicini, allo stesso tempo alza il livello dello scontro con Washington e Tel Aviv e avverte gli europei. Pezeshkian ha respinto la richiesta di resa avanzata dal presidente americano Donald Trump. “Non ci arrenderemo mai a Stati Uniti e Israele. I nostri nemici dovranno portare questo desiderio nella tomba”, ha affermato. Da pare sua, il viceministro degli Esteri Majid Takht-e Ravanchi ha dichiarato che un eventuale coinvolgimento militare europeo al fianco di Stati Uniti e Israele renderebbe quei Paesi “obiettivi legittimi”.

Raid israeliani

Sul terreno il conflitto continua con intensità. L’esercito israeliano ha annunciato una nuova ondata di bombardamenti contro obiettivi militari in Iran, in particolare nelle città di Teheran e Isfahan. Secondo l’Idf oltre 80 caccia hanno preso parte agli attacchi notturni, sganciando centinaia di bombe contro infrastrutture militari, lanciamissili e strutture legate al programma balistico iraniano. Tra gli obiettivi colpiti ci sarebbe anche un sito sotterraneo per lo stoccaggio e la produzione di missili balistici e un complesso militare collegato all’università Imam Hossein, considerata un centro di formazione delle Guardie rivoluzionarie.

Raid israeliani si registrano anche in Libano, nella città di Al Nabi Sheet hanno causato almeno 16 morti e 35 feriti, secondo il ministero della Salute libanese. Un altro attacco nel sud del Paese ha distrutto un edificio residenziale provocando sei vittime, tra cui quattro membri della stessa famiglia. Dall’altra parte del confine le sirene sono tornate a suonare nell’Alta Galilea per il lancio di razzi dal Libano, attribuito a Hezbollah.

Attacchi e tensioni nel Golfo

Parallelamente l’Iran ha continuato a lanciare missili verso Israele. Le sirene di allarme sono risuonate a Gerusalemme, in Cisgiordania e nel sud del Paese dopo il rilevamento di nuovi vettori provenienti dal territorio iraniano. Le Guardie rivoluzionarie iraniane affermano di aver colpito obiettivi militari statunitensi negli Emirati Arabi Uniti, in particolare la base aerea di Al Dhafra. Secondo i Pasdaran sarebbero stati centrati il centro di guerra aerea americano, strutture radar e un hub di comunicazioni satellitari.

Teheran sostiene inoltre di aver distrutto un radar da circa 300 milioni di dollari collegato al sistema antimissile statunitense Thaad in una base nel Golfo. Nella stessa giornata le autorità emiratine hanno riferito di aver intercettato missili e droni provenienti dall’Iran in diverse aree del Paese. La tensione si è fatta sentire anche a Dubai, dove l’aeroporto internazionale ha sospeso temporaneamente tutte le operazioni dopo l’intercettazione di un drone e la caduta di detriti nell’area. I passeggeri sono stati fatti riparare nei tunnel ferroviari dello scalo. Dopo alcune ore i voli sono ripresi, anche se con forti ritardi e cambi di orario. L’Iran ha inoltre dichiarato di aver colpito tre basi di gruppi separatisti curdi nel Kurdistan iracheno, accusati da Teheran di minacciare l’integrità territoriale del Paese.

Mosca sostiene Teheran

Nel frattempo il presidente iraniano ha avuto un colloquio telefonico con Vladimir Putin, ringraziando la Russia per la solidarietà espressa nei confronti dell’Iran dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele. Dal Cremlino hanno confermato che i contatti tra Mosca e Teheran proseguiranno “attraverso diversi canali” mentre il conflitto entra in una fase sempre più ampia e imprevedibile.

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