Secondo fonti dell’intelligence statunitense, la Russia starebbe fornendo all’Iran informazioni sensibili sulla posizione di forze militari americane nel Medio Oriente, inclusi dettagli su navi da guerra, radar e sistemi di comunicazione. L’obiettivo: rafforzare la capacità di Teheran di colpire basi e asset strategici statunitensi nella regione, in un contesto già segnato da attacchi missilistici e droni contro obiettivi americani. La condivisione di dati, descritta da funzionari USA come “piuttosto estesa”, non implicherebbe un coinvolgimento diretto di Mosca nella pianificazione degli attacchi, ma rappresenterebbe comunque un salto di qualità nella cooperazione tra i due Paesi.
L’Iran, indebolito da recenti raid congiunti di Stati Uniti e Israele, avrebbe visto ridursi la propria capacità autonoma di localizzare le forze americane. Da qui l’intervento russo, che secondo gli analisti potrebbe servire anche a consolidare l’asse geopolitico tra Mosca e Teheran, già uniti da interessi comuni in Siria e nel contrasto all’influenza occidentale. Il Pentagono non ha commentato ufficialmente, ma fonti interne confermano un aumento delle misure di sicurezza e una revisione delle strategie di dispiegamento.
Il rischio, secondo esperti militari, è che l’Iran possa intensificare gli attacchi con maggiore precisione, mettendo a rischio personale e infrastrutture USA in aree già instabili come l’Iraq, la Siria e il Golfo Persico. La notizia arriva in un momento di forte tensione internazionale, con gli Stati Uniti impegnati su più fronti e la Russia che cerca di rafforzare le proprie alleanze fuori dal perimetro europeo. Se confermata, la collaborazione tra Mosca e Teheran potrebbe ridefinire gli equilibri militari nella regione e complicare ulteriormente gli sforzi diplomatici per contenere l’escalation.





