L’arresto di Ivan Miller, 22 anni, ha chiuso una delle ricerche più frenetiche degli ultimi mesi nello Utah, dopo il ritrovamento di tre donne uccise in due località diverse della contea di Wayne. Le vittime — Margaret Oldroyd, 86 anni, Linda Dewey, 65, e Natalie Graves, 34 — sono state trovate senza vita tra un sentiero vicino al Capitol Reef National Park e un’abitazione a Lyman. Secondo gli investigatori, non avevano alcun legame con il sospettato, che avrebbe agito in modo del tutto casuale.
La dinamica emersa dalle prime ricostruzioni è brutale: Miller avrebbe colpito prima l’anziana donna nella sua casa, per poi spostarsi sul sentiero dove le altre due vittime stavano facendo un’escursione. Dopo gli omicidi, avrebbe rubato l’auto di una delle donne e attraversato tre Stati, fino a essere intercettato in Colorado grazie a un’operazione congiunta che ha impiegato droni e unità cinofile. Al momento dell’arresto, era armato con una pistola e un coltello di grandi dimensioni.
Le motivazioni restano oggetto d’indagine, ma secondo i documenti depositati in tribunale Miller avrebbe dichiarato che “doveva farlo”, sostenendo di aver bisogno di denaro e di un mezzo per tornare in Iowa. Una spiegazione che non chiarisce la violenza improvvisa e la scelta di vittime del tutto estranee, ma che contribuisce a delineare il profilo di un aggressore isolato, senza precedenti legami con la zona.
La comunità locale, già scossa dalla chiusura delle scuole durante la caccia all’uomo, ora attende risposte più precise sulle circostanze e sulle eventuali falle nella sicurezza di un’area considerata tranquilla. Intanto, Miller è detenuto in Colorado in attesa di estradizione e dovrà rispondere a tre capi d’accusa per omicidio aggravato. Un caso che, per la sua ferocia e casualità, continuerà a far discutere a lungo.




