L’Azerbaigian ha annunciato che l’attacco compiuto da droni iraniani contro l’exclave di Nakhchivan “non resterà senza risposta”, alimentando il timore di un’ulteriore escalation in una regione già attraversata da tensioni crescenti.
Secondo le autorità di Baku, due droni provenienti dal territorio iraniano hanno colpito l’aeroporto internazionale di Nakhchivan e un’area vicina a una scuola, ferendo quattro persone e danneggiando infrastrutture civili.
Il ministero della Difesa ha definito l’episodio “un atto di aggressione” e ha confermato che specialisti militari stanno analizzando i resti dei velivoli per determinarne l’origine e le caratteristiche tecniche.
Il presidente Ilham Aliyev ha parlato di “terrorismo di Stato”, accusando Teheran di aver oltrepassato una linea rossa e chiedendo che i responsabili siano individuati e puniti. Baku ha convocato l’ambasciatore iraniano per una protesta formale, mentre il governo ha ordinato alle forze armate di preparare misure di ritorsione “appropriate e proporzionate”.
Le autorità hanno sottolineato che l’attacco rappresenta una violazione della sovranità nazionale e un pericolo diretto per la popolazione civile, ribadendo che l’Azerbaigian “si riserva il diritto di rispondere in qualsiasi momento”.
L’Iran ha negato ogni responsabilità, sostenendo che i droni non appartengono alle sue forze armate e accusando Baku di alimentare tensioni per ragioni politiche. Tuttavia, l’episodio arriva in un momento di forte deterioramento dei rapporti bilaterali, segnati dalle alleanze strategiche dell’Azerbaigian con Turchia e Israele e dalle preoccupazioni iraniane per la crescente cooperazione militare nella regione.
Gli analisti temono che un’eventuale risposta azera possa innescare una spirale di ritorsioni difficili da contenere, soprattutto mentre il conflitto in Medio Oriente continua a espandersi oltre i suoi confini originari.





