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Meloni: Italia non in guerra
Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio

Meloni: “L’Italia non è in guerra”. Ma è scontro con le opposizioni

Il Premier: “Il mondo è governato dal caos, rischio escalation”. Poi parla di basi Usa, sicurezza degli italiani e speculazioni sull’energia. Pd e M5S: “Doveva riferire in Parlamento”. Tajani: “Verrà in Aula quando lo riterrà opportuno”
venerdì, 6 Marzo 2026
3 minuti di lettura

“Non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra”. Un messaggio perentorio quello di Giorgia Meloni che ieri mattina ha scelto le frequenze di Rtl 102.5 (nel programma ‘Non stop news’) per fare il punto della situazione più che incandescente in Medioriente. E di certo le sue sono state parole non proprio tranquillizzanti perché “il mondo è sempre più governato dal caos e si rischia un’escalation dalle conseguenze imprevedibili”.

Il Premier nel corso del tuo intervento radiofonico ha colto l’occasione per ricordare che in Italia sono presenti basi militari concesse agli Stati Uniti sulla base di accordi del 1954. Ma questi stessi accordi prevedono autorizzazioni tecniche per attività logistiche e per operazioni non cinetiche: “Se arrivassero richieste di uso delle basi italiane per fare altro dovremmo deciderlo insieme al Parlamento. A oggi non abbiamo nessuna richiesta in questo senso”, la puntualizzazione.

Contatti con gli alleati

Fondamentale, per il Primo Ministro, mantenere i contatti con gli alleati e con i leader del Medioriente per un’azione che deve concentrarsi principalmente su tre fronti. Il primo riguarda la diplomazia e la possibilità di riaprire il negoziato sul nucleare iraniano: “Questo obiettivo è impossibile se l’Iran non smette di attaccare i Paesi vicini e quelli del Golfo”. Ma tra le priorità del Governo c’è la sicurezza dei cittadini italiani presenti nell’area: “Dobbiamo mettere in sicurezza le decine di migliaia di italiani che sono nell’area, tra militari, diplomatici e cittadini”. E su questo tema Meloni ha ricordati che sono stati organizzati i primi voli per il rientro dei connazionali rimasti bloccati, in particolare a Dubai. Alcuni convogli si spostano verso Paesi limitrofi per partire da aeroporti ritenuti sicuri.

Un altro fronte da tenere sotto controllo riguarda le conseguenze economiche. L’esecutivo vuole evitare effetti speculativi sui prezzi dell’energia e dei beni alimentari e su questo argomento il Premier ha riferito di un contatto con il presidente dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera), che ha attivato strumenti di controllo del mercato e una task force per monitorare i prezzi del gas. Comunque Meloni ha parlato della possibilità di interventi fiscali contro eventuali extraprofitti delle aziende che speculano sulle bollette: “Faremo tutto quello che possiamo per impedire che si speculi sulla crisi”.

Colloquio con Macron

Il Presidente del Consiglio ha inoltre indicato la disponibilità dell’Italia a contribuire alla difesa dei Paesi del Golfo, insieme a Regno Unito, Francia e Germania. Si tratta di supporto per la difesa, in particolare per la difesa aerea: “In quell’area ci sono decine di migliaia di italiani e circa 2.000 militari italiani che dobbiamo proteggere”. Meloni ha avuto anche un colloquio telefonico con il Presidente francese Emmanuel Macron. I due leader hanno ovviamente discusso delle implicazioni del conflitto in Iran sulla stabilità regionale e globale, con attenzione all’impatto sulla libertà di navigazione. Hanno ribadito il sostegno ai Paesi del Golfo colpiti dagli attacchi iraniani, alla sicurezza di Cipro e l’impegno per evitare un’escalation militare in Libano.

Opposizioni contro

Le dichiarazioni del Premier hanno però aperto uno scontro politico con le opposizioni che hanno apertamente contestato la scelta di intervenire alla radio e non in Parlamento. Per esempio la Segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha criticato la sua assenza dall’Aula durante le comunicazioni dei Ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto sul conflitto in Iran: “Oggi non basta riferire, serve una linea politica e doveva darla Meloni”, ha detto alla Camera. La numero uno del Pd ha chiesto al Governo di chiarire la posizione dell’Italia e di esprimere una valutazione sugli attacchi militari statunitensi e israeliani. Critiche anche dal Movimento 5 Stelle. I Capigruppo Riccardo Ricciardi e Luca Pirondini hanno accusato il Premier di preferire “interviste senza contraddittorio” al confronto parlamentare. Il Presidente dei senatori Pd Francesco Boccia ha parlato di un Premier che “scappa dal Parlamento” mentre il conflitto produce effetti economici su famiglie e imprese.

Peppe De Cristofaro di Alleanza Verdi e Sinistra ha definito l’assenza di Meloni “uno sgarbo al Parlamento”. Anche Riccardo Magi di +Europa ha sostenuto che il Governo non ha espresso una posizione politica chiara sul conflitto. La Deputata dem Debora Serracchiani ha espresso preoccupazione per un possibile allontanamento dell’Italia dall’Unione europea e un avvicinamento agli Stati Uniti.

Accuse, queste, che il Vicepremier Antonio Tajani ha rispedito al mittente: “Non ho sentito proposte dall’opposizione e non capisco tanto nervosismo”. Il Ministro degli Esteri ha aggiunto che Meloni parlerà in Parlamento “quando lo riterrà opportuno e in base agli sviluppi”.

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