La nave metaniera russa Arctic Metagaz, partita da Murmansk con un carico di Gnl, è stata colpita lunedì in acque prossime alla zona Sar libica, tra Libia e Malta. Secondo le autorità marittime libiche, una richiesta di soccorso è arrivata in serata dopo esplosioni seguite da un vasto incendio.
L’equipaggio, composto da 30 cittadini russi, è stato evacuato e tratto in salvo. Mosca parla apertamente di “atto di terrorismo internazionale e pirateria marittima”, accusando Kiev di aver lanciato l’attacco con droni navali partiti dalla costa libica.
Il ministero dei Trasporti russo sostiene che si tratti di mezzi “di proprietà ucraina”. L’Ucraina non ha commentato ufficialmente. La nave, soggetta a sanzioni statunitensi e britanniche, è affondata secondo fonti libiche. L’episodio avviene mentre lo Stretto di Hormuz resta quasi inaccessibile dopo gli attacchi iraniani seguiti ai raid Usa e israeliani, con effetti immediati sul mercato energetico globale.
Energia, asse Mosca-Budapest
In questo contesto, ieri il presidente russo Vladimir Putin ha ricevuto a Mosca il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó. Obiettivo dichiarato: garantire forniture di petrolio e gas “a prezzi invariati”, nonostante la crisi globale. Budapest e Bratislava accusano Kiev di rallentare la riparazione dell’oleodotto Druzhba, danneggiato a gennaio.
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha parlato di “ricatto del regime di Kiev” nei confronti di Ungheria e Slovacchia, denunciando un “blocco deliberato delle forniture”. Szijjártó ha annunciato di voler discutere anche della sorte di due prigionieri di guerra di etnia ungherese catturati dai russi, dichiarando di sperare che “saranno più le persone che torneranno a casa rispetto a quelle che sono arrivate”.
Intanto, secondo Reuters, Mosca sarebbe pronta a dirottare fino al 40 per cento del fabbisogno indiano di greggio verso Nuova Delhi, che rischia carenze con il 40 per cento delle importazioni abitualmente in transito da Hormuz.
Ue divisa sull’adesione di Kiev
Sul piano politico, il Financial Times riferisce che gli ambasciatori dei 27 si preparano a respingere l’ipotesi di una “adesione light” dell’Ucraina all’Ue. “Un approccio basato sul merito rimane fondamentale. Non c’è alcun sostegno”, ha dichiarato un diplomatico europeo.
L’Alta rappresentante Kaja Kallas ha ribadito che “l’adesione è la più forte garanzia di sicurezza che l’Ue possa offrire”, chiedendo un nuovo pacchetto di sanzioni e “un divieto totale dei servizi marittimi sulle esportazioni di petrolio russo”.
Il presidente Volodymyr Zelensky ha invocato coordinamento tra Europa e Medio Oriente: “I missili e i droni non devono distruggere vite umane ed è importante che la guerra non si espanda”. Parallelamente, in Georgia, il Parlamento ha approvato restrizioni sui finanziamenti esteri, con pene fino a sei anni per “lobbying esterno”. Amnesty International denuncia una “nuova escalation delle pratiche autoritarie”, mentre Bruxelles ha definito le misure “incompatibili” con il percorso di adesione all’Ue.
Nord Europa prepara evacuazioni
Dieci Paesi del Nord, tra cui Germania, Polonia e gli Stati baltici, insieme a Svezia, Finlandia, Norvegia, Islanda e Danimarca, hanno concordato piani congiunti di evacuazione transfrontaliera in caso di crisi o conflitto. Stoccolma ha spiegato che l’obiettivo è “migliorare la protezione della popolazione civile”, traendo lezione dall’esperienza ucraina.
Offensiva nel Donbas
Sul terreno, il governatore di Kherson ha denunciato la morte di una donna di 49 anni colpita da un drone mentre era in bicicletta. A Mykolaiv un drone ha centrato un treno passeggeri vuoto, ferendo un ferroviere.
Le ferrovie ucraine parlano di 18 attacchi dall’inizio di marzo. Secondo l’esercito ucraino, Mosca sta accumulando forze per un’offensiva primaverile nel Donbas. L’intelligence italiana, nella relazione annuale, segnala che nel 2025 Kiev ha perso lo 0,8 per cento del territorio, dopo lo 0,6 del 2024, mentre la Russia mantiene un vantaggio numerico e una produzione militare sostenuta.
Il Bundesnachrichtendienst tedesco accusa Mosca di occultare il reale deficit, stimato in oltre 8 trilioni di rubli, ben superiore ai dati ufficiali. Il Cremlino parla di “difficoltà ordinarie”. Parallelamente, i servizi italiani avvertono di un aumento di attacchi ibridi russi, tra cyber attacchi, campagne di disinformazione e possibili sabotaggi contro siti strategici nei Paesi che sostengono Kiev.





