La guerra di Usa e Israele contro l’Iran si estende dal Mediterraneo orientale all’Oceano Indiano e coinvolge almeno dieci Paesi della regione.
Un missile balistico iraniano diretto verso lo spazio aereo turco è stato intercettato nel Mediterraneo orientale dai sistemi di difesa aerea e missilistica della Nato prima di entrare in territorio dell’Alleanza. Secondo fonti alleate, all’operazione ha contribuito anche un’unità navale statunitense integrata nel dispositivo Nato.
I detriti dell’intercettazione sono caduti nella provincia turca di Hatay. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha precisato che l’episodio “non sembra innescare qualcosa di simile all’articolo 5 della Nato”, pur riservandosi ulteriori valutazioni. L’Alleanza ha condannato l’attacco contro la Turchia, ribadendo di essere “al fianco di tutti gli Alleati”. Ankara ha convocato l’ambasciatore iraniano.
Il ministero della Difesa turco ha avvertito che “nessuna minaccia contro il nostro territorio resterà senza risposta”, precisando che non vi sono vittime. Sul piano diplomatico, il New York Times riferisce che emissari iraniani avrebbero contattato indirettamente la Cia per discutere possibili condizioni di cessate il fuoco. “Gli iraniani vogliono parlare con noi, ma ormai è troppo tardi”, ha dichiarato ieri Trump.
Il conflitto si allarga
Intanto l’esercito israeliano ha rivendicato l’attacco al quartier generale dei Basij, la forza paramilitare legata ai Pasdaran, e l’eliminazione di Rahman Mokadam, indicato come capo delle operazioni speciali delle Guardie rivoluzionarie e ritenuto coinvolto in un presunto piano contro Donald Trump nel 2024.Secondo il Comando centrale Usa, dall’inizio dell’operazione sarebbero stati centrati circa duemila obiettivi. Washington ha schierato nella regione circa 50.000 militari e oltre 200 velivoli.
Hegseth ha inoltre confermato che un sottomarino statunitense ha affondato nell’Oceano Indiano la nave militare iraniana Iris Dana, al largo dello Sri Lanka. Il bilancio parla di almeno 80 morti e oltre 100 dispersi. “Stiamo vincendo in modo devastante”, ha dichiarato il capo del Pentagono, aggiungendo che “l’Iran non può resistere a lungo” e che l’intensità degli attacchi è “sette volte superiore a quella di giugno”.Parallelamente Israele ha intensificato i bombardamenti su Beirut sud, Baalbek e Hazmieh. Almeno 11 morti nelle ultime ore, oltre 56 nelle ultime 48, con più di 300 feriti.
L’Idf riferisce di aver evacuato circa 300.000 residenti dal sud del Libano e di avere preso posizione a Khiam. Hezbollah rivendica attacchi con droni contro obiettivi industriali e militari israeliani. La Cina ha annunciato l’invio di un proprio inviato speciale in Medio Oriente per tentare una mediazione. Il premier britannico Keir Starmer ha chiarito che Londra “non è coinvolta negli attacchi”, ricordando “la lezione dell’Iraq”.
Posizione iraniana
Teheran ha reagito lanciando nuove ondate di missili contro Israele e diversi Paesi del Golfo. Sirene sono risuonate a Tel Aviv e Gerusalemme dopo lanci dal Libano e dall’Iran. Le Guardie rivoluzionarie rivendicano il lancio di oltre 40 missili contro “obiettivi sionisti e americani” e affermano di avere il “controllo totale” dello Stretto di Hormuz. Secondo la società di analisi energetica Kpler, il traffico di petroliere nello stretto si è ridotto del 90 per cento dall’inizio del conflitto.
A Kuwait City le difese hanno intercettato missili e droni; una bambina di 11 anni è morta colpita da una scheggia. In Qatar un missile ha centrato la base americana di Al Udeid senza provocare vittime.Sul piano interno, però resta il nodo della successione alla Guida Suprema. I funerali di Stato per Ali Khamenei, inizialmente previsti ieri sera, sono stati rinviati.
Media internazionali parlano dell’elezione del figlio Mojtaba Khamenei, ma manca una conferma ufficiale da Teheran. Alì Larijani, capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, ha scritto che “oltre 500 soldati americani sono stati uccisi” e che “il martirio dell’Imam Khamenei vi costerà un prezzo altissimo”. Dati che non trovano riscontri indipendenti.
Vertice a Palazzo Chigi e informativa alle Camere
A Roma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha riunito a Palazzo Chigi i vertici di governo e dell’intelligence. Il sottosegretario Alfredo Mantovano ha escluso richieste americane per l’uso di basi italiane, ma ha confermato che sono allo studio eventuali forniture di mezzi difensivi ai Paesi del Golfo, “nel rapporto tra governo e Parlamento”. Oggi i ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto renderanno comunicazioni alle Camere, con voto sulle risoluzioni.





