Emmanuel Macron ha annunciato un ampliamento dell’arsenale nucleare francese, segnando una svolta nella dottrina di deterrenza di Parigi e nel ruolo della Francia nella sicurezza europea. Parlando dalla base strategica dell’Île Longue, dove sono schierati i sottomarini lanciamissili balistici, il presidente ha dichiarato di aver ordinato l’aumento del numero di testate e l’adozione di una postura di “deterrenza avanzata”, concepita per rispondere a un contesto globale definito “più instabile e pericoloso” rispetto al passato. Macron ha sottolineato che la Francia non renderà più pubblici i dati complessivi del proprio arsenale, rafforzando così l’ambiguità strategica che da sempre caratterizza la force de frappe.
La scelta, spiegano fonti dell’Eliseo, mira a preservare la credibilità della deterrenza in un’epoca segnata dalla proliferazione nucleare e dal deterioramento dei trattati internazionali. Il presidente ha inoltre evocato la possibilità di una protezione nucleare estesa ai partner europei, pur senza mettere in discussione la sovranità francese né la centralità della NATO.
Il nuovo corso si inserisce in un quadro geopolitico in cui l’Europa cerca di ridurre la propria dipendenza dall’ombrello statunitense, mentre crescono le tensioni con Russia e Cina. Otto Paesi europei avrebbero già manifestato interesse a collaborare con Parigi su un programma di deterrenza condivisa, che potrebbe includere anche lo sviluppo di nuovi sistemi missilistici a lungo raggio. L’annuncio ha suscitato reazioni contrastanti: alcuni governi europei vedono nella mossa francese un passo verso una maggiore autonomia strategica del continente, mentre altri temono che l’aumento delle testate possa alimentare una nuova corsa agli armamenti. Sul fronte interno, Macron ha difeso la scelta come un atto di responsabilità, affermando che “per garantire la pace, la deterrenza deve restare credibile” in un mondo in rapido mutamento.





