L’esercito americano ha confermato che tre caccia F‑15E Strike Eagle sono stati abbattuti in Kuwait in quello che viene definito un grave episodio di fuoco amico. I velivoli, impegnati nelle operazioni dell’“Operation Epic Fury” a supporto delle missioni contro l’Iran, sono stati colpiti dalle difese aeree kuwaitiane durante una fase di combattimento caratterizzata da attacchi simultanei di droni, missili balistici e velivoli iraniani. Nonostante la dinamica drammatica, tutti e sei i membri degli equipaggi sono riusciti a eiettarsi e sono stati recuperati in condizioni stabili, come confermato dal Comando Centrale statunitense.
Secondo le prime ricostruzioni, i sistemi di difesa del Kuwait avrebbero identificato erroneamente i jet americani come una minaccia in arrivo, probabilmente a causa della saturazione dello spazio aereo e dell’intensità degli attacchi iraniani in corso. Video circolati sui social mostrano uno dei caccia colpito mentre precipita in fiamme nei pressi di Al Jahra, immagini la cui autenticità è stata verificata da fonti internazionali. Il governo kuwaitiano ha riconosciuto l’errore e sta collaborando con gli Stati Uniti per chiarire la sequenza degli eventi. Entrambe le parti hanno sottolineato l’importanza della cooperazione militare e della trasparenza in un momento in cui la regione è attraversata da un’escalation senza precedenti.
L’incidente, pur senza vittime, rappresenta un campanello d’allarme sulle difficoltà operative in scenari saturi di minacce e sull’elevato rischio di errori di identificazione in contesti ad alta intensità. L’episodio potrebbe avere ripercussioni sulle procedure di coordinamento tra forze alleate, soprattutto in un teatro operativo dove la rapidità delle decisioni e la complessità delle minacce rendono ogni errore potenzialmente devastante.



