La Cina ha dichiarato che gli Stati Uniti non hanno fornito alcun preavviso prima di lanciare l’attacco contro l’Iran, una presa di posizione che aggiunge un nuovo livello di tensione alla crisi mediorientale. Durante una conferenza stampa a Pechino, il portavoce del Ministero degli Esteri ha definito l’operazione “unilaterale e destabilizzante”, sottolineando che un’azione militare di tale portata avrebbe richiesto una comunicazione preventiva alle principali potenze coinvolte negli equilibri regionali. La critica cinese si inserisce in un contesto già segnato da condanne ufficiali da parte di Pechino e Mosca, che hanno denunciato l’attacco come una violazione del diritto internazionale e un rischio per la stabilità globale.
Secondo fonti diplomatiche, la Cina teme che l’operazione statunitense possa innescare una catena di eventi difficili da controllare, con ripercussioni dirette sulle rotte energetiche e sugli interessi economici cinesi nell’area. Pechino, che negli ultimi anni ha cercato di ritagliarsi un ruolo di mediatore tra Teheran e le monarchie del Golfo, considera l’attacco un passo indietro rispetto ai tentativi di de-escalation portati avanti attraverso iniziative diplomatiche e accordi commerciali. La mancanza di coordinamento con Washington viene letta come un segnale di sfiducia e come un ostacolo alla costruzione di un quadro di sicurezza condiviso. La reazione cinese si aggiunge a quella di diversi Paesi europei, che hanno espresso forte preoccupazione per l’escalation e hanno invitato tutte le parti a evitare ulteriori provocazioni. Le Nazioni Unite hanno avvertito del rischio di “una catena di eventi incontrollabili”, mentre la comunità internazionale osserva con crescente inquietudine l’evolversi della situazione.



