In Iran la situazione resta fluida e soggetta a sviluppi rapidi. Poche ore dopo i raid di Stati Uniti e Israele contro obiettivi militari e istituzionali in Iran, ambienti israeliani hanno lasciato intendere che il leader Khamenei potesse trovarsi in una delle aree colpite e che potrebbe essere morto. Al momento non vi è conferma verificata della morte di Khamenei. Le informazioni disponibili sono frammentarie e spesso contraddittorie. Altre fonti occidentali sostengono che fosse già stato trasferito in un luogo sicuro fuori dalla capitale prima dell’attacco. La televisione di Stato iraniana ha per ora negato qualsiasi notizia relativa alla sua morte e ha riferito che “la leadership del Paese è in pieno controllo”. In assenza di immagini o comunicazioni ufficiali dirette, il quadro rimane incerto. L’eventuale scomparsa della Guida Suprema avrebbe implicazioni istituzionali enormi, con effetti immediati sull’equilibrio interno e sulla catena di comando militare.
Obiettivi colpiti e risposta iraniana
Le esplosioni hanno interessato diverse aree del Paese, inclusa la capitale Teheran e la zona di Isfahan. Tra le voci circolate nelle ore successive ai bombardamenti, anche quella secondo cui la Guida Suprema Ali Khamenei sarebbe rimasta uccisa. Al momento non esiste alcuna conferma indipendente. Secondo ricostruzioni provenienti da ambienti militari occidentali, l’operazione avrebbe preso di mira strutture legate ai Pasdaran, centri logistici e siti considerati sensibili per il programma missilistico iraniano. Fonti locali parlano di edifici danneggiati anche in aree urbane densamente popolate.
Teheran ha reagito annunciando il lancio di missili e droni verso installazioni statunitensi nella regione del Golfo. Le autorità iraniane hanno definito l’attacco una “aggressione diretta” e promesso una risposta proporzionata ma determinata. Alcune basi sarebbero state poste in stato di massima allerta.
Escalation regionale
L’operazione segna uno dei momenti più critici degli ultimi anni nei rapporti tra Washington, Gerusalemme e Teheran. Il presidente Donald Trump non ha ancora rilasciato una dichiarazione formale dettagliata, ma ambienti della Casa Bianca fanno sapere che l’azione sarebbe stata motivata dalla necessità di “neutralizzare minacce imminenti”.
Nel frattempo, diversi Paesi della regione stanno rafforzando le difese aeree temendo un allargamento del conflitto. I mercati energetici registrano tensioni, mentre le cancellerie europee invitano alla de-escalation.



