Le agenzie di intelligence danesi hanno lanciato un avvertimento senza precedenti: la Russia potrebbe tentare di interferire nelle prossime elezioni del 24 marzo, sfruttando un clima internazionale reso più instabile dalle tensioni con gli Stati Uniti. Secondo il Servizio di Sicurezza e Intelligence (PET) e l’intelligence militare (FE), la Danimarca è oggi un obiettivo “altamente probabile” per operazioni di influenza, disinformazione e cyberattacchi, in gran parte a causa del suo sostegno all’Ucraina e delle frizioni crescenti attorno alla Groenlandia . Il rapporto diffuso a Copenaghen descrive un rischio su più fronti.
La Russia resta la minaccia principale, ma gli analisti non escludono tentativi di influenza anche da parte di Stati Uniti e Cina, un fatto definito “straordinario” per un Paese storicamente allineato con Washington . La valutazione riflette un contesto geopolitico in cui gli equilibri tradizionali appaiono meno solidi: la Danimarca ha recentemente classificato gli Stati Uniti come un potenziale rischio per la sicurezza, segnalando un deterioramento della fiducia transatlantica e un crescente timore che le rivalità globali possano riverberarsi sul processo democratico interno. Gli esperti parlano di una “tempesta perfetta”: da un lato la pressione russa, che negli ultimi anni ha intensificato le operazioni di guerra ibrida in Europa; dall’altro un sistema politico danese che affronta elezioni anticipate convocate in un clima di incertezza.
La premier Mette Frederiksen ha definito l’ombra russa “una delle minacce più gravi” per il Paese, sottolineando che la campagna elettorale potrebbe essere segnata da attacchi informatici e campagne di manipolazione mirate a polarizzare l’opinione pubblica . La questione della Groenlandia aggiunge un ulteriore livello di complessità.



