Neil Sedaka, uno dei cantautori più longevi e influenti della musica pop americana, è morto a 86 anni, lasciando un vuoto profondo in un panorama che lui stesso aveva contribuito a definire. La notizia è stata confermata dalla famiglia. Sedaka aveva conquistato il pubblico già alla fine degli anni Cinquanta, quando la sua scrittura brillante e la sua voce inconfondibile lo imposero come uno dei protagonisti della scena ‘Brill Building’. Brani come ‘Breaking Up Is Hard to Do‘, ‘Calendar Girl’ e ‘Happy Birthday‘, ‘Sweet Sixteen‘ divennero immediatamente classici, capaci di catturare l’innocenza e l’energia di un’America in piena trasformazione.
In Italia scalò le classifiche con la sua “Oh! Carol’, in prima posizione per 11 settimane. Nel nostro Paese, interpretò diverse canzoni tradotte in italiano come ‘La notte è fatta per amare‘ (Another Day, Another Heartache), ‘La terza luna’ (Waiting For Never), ‘Il re dei pagliacci’ (King of clowns), ‘Un giorno inutile’ (I Must Be Dreaming), ‘Lettera bruciata’, ‘Esagerata‘ (Little Devil), ‘I tuoi capricci‘ (Look Inside Your Heart), ‘Adesso no’, ‘Tu non lo sai’ (Breaking Up Is Hard To Do).
Negli anni Settanta tornò in cima alle classifiche con successi come ‘Laughter in the Rain’ e ‘Bad Blood’, dimostrando una versatilità rara e una capacità di leggere i tempi che lo rese nuovamente centrale nel panorama musicale. La sua carriera, durata oltre sei decenni, è stata un ponte tra epoche diverse: dal pop levigato dei primi anni Sessanta alle sonorità più mature e sofisticate della sua seconda vita artistica. Sedaka non fu solo un interprete, ma un autore prolifico, capace di scrivere per sé e per altri decine di brani entrati nella memoria collettiva. La sua influenza si estende ben oltre le classifiche: ha formato generazioni di musicisti, ispirato cantautori e lasciato un’impronta indelebile nella cultura pop.
