Paracadutisti britannici e francesi hanno concluso esercitazioni congiunte in Bretagna simulando un’operazione aviotrasportata su larga scala. Oltre 600 militari della 16ª brigata d’assalto aereo del Regno Unito hanno operato insieme alla 11ª brigata paracadutisti francese.
L’obiettivo è prepararsi a guidare una forza di peacekeeping qualora si arrivi a un cessate il fuoco tra Kiev e Mosca. Sul piano diplomatico, a Ginevra si sono svolti nuovi colloqui tra la delegazione ucraina guidata da Rustem Umerov e gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner.
Il presidente Volodymyr Zelensky ha parlato di una maggiore preparazione per il prossimo formato trilaterale, che “molto probabilmente” si terrà ad Abu Dhabi all’inizio di marzo. Mosca frena. “Noi non abbiamo scadenze, abbiamo obiettivi che stiamo realizzando”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Serghei Lavrov. Il Cremlino ha confermato che i negoziati continueranno nel formato Russia-Ucraina-Usa.
Il portavoce Dmitry Peskov ha definito “assurde” le accuse su un presunto drone russo vicino alla portaerei francese Charles de Gaulle. Da Washington arriva un segnale di impazienza. Il segretario di Stato Marco Rubio ha avvertito che “la pazienza di Trump ha un limite”.
Elezioni e “scudo” europeo
Il capo dell’intelligence ucraina Kyrylo Budanov ha escluso elezioni nel breve periodo. “Il mio compito ora è stabilire un processo negoziale efficace. Parlare di elezioni nelle circostanze attuali è inutile”, ha affermato. Budanov ha ribadito “l’assoluta fiducia” negli alleati occidentali: “L’Ucraina ora funge da scudo per l’Europa… i loro investimenti in Ucraina sono investimenti nella loro stessa sicurezza”.
In un’intervista a Sky News, Zelensky si è detto pronto a incontrare Vladimir Putin e convinto che esista una “finestra” per chiudere la guerra prima dell’autunno, ma solo con maggiore pressione americana: “Gli Stati Uniti sono ancora più forti di quanto pensino… Possono fermare questa guerra”.
Druzhba, Ue e sicurezza energetica
Il danneggiamento dell’oleodotto Druzhba continua a creare tensioni nell’Ue. Il premier ungherese Viktor Orbán e lo slovacco Robert Fico hanno chiesto l’invio di ispettori in Ucraina per verificare lo stato dell’infrastruttura. La Commissione europea ha definito l’iniziativa “un passo avanti”, ricordando però che “è stato un attacco russo a danneggiare l’oleodotto”. Budapest ha raddoppiato gli elicotteri militari al confine e schierato truppe a protezione di 20 installazioni energetiche.
La Croazia ha assicurato che l’oleodotto Adria può coprire integralmente il fabbisogno di Ungheria e Slovacchia. Bruxelles presenterà il 15 aprile una proposta per lo stop definitivo al petrolio russo.
Sul fronte finanziario, il Fondo monetario internazionale ha approvato un prestito quadriennale da 8,1 miliardi di dollari per l’Ucraina, con 1,5 miliardi immediatamente disponibili, nell’ambito di un pacchetto complessivo da 136,5 miliardi.
Energia sotto attacco e reclutamento africano
Nella notte tra giovedì e venerdì si sono intensificati i raid sulle infrastrutture energetiche. Kiev ha annunciato di aver colpito il deposito petrolifero “Luhanska” nella regione occupata di Luhansk, provocando un vasto incendio. Mosca ha denunciato missili ucraini su Belgorod: secondo il governatore Vyacheslav Gladkov circa 50 mila persone sono rimaste senza elettricità, acqua e riscaldamento.
La Russia è accusata di aver colpito infrastrutture portuali a Odessa. “Il nemico continua ad attaccare la logistica marittima”, ha dichiarato il vicepremier Oleksiy Kuleba, pur assicurando che il corridoio sul Mar Nero resta operativo. La Romania ha fatto decollare caccia dopo l’abbattimento di un drone vicino al confine sul Danubio.Accanto al fronte militare emerge quello del reclutamento.
Secondo il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, oltre 1.700 cittadini di 36 Paesi africani sarebbero stati arruolati nelle file russe. Il Ghana stima che 272 suoi cittadini siano stati “attirati” a combattere, “di cui circa 55 sarebbero stati uccisi”. “Questa non è la nostra guerra”, ha dichiarato il ministro Samuel Okudzeto Ablakwa, denunciando reti che promettono lavori civili e arruolano con l’inganno.



