La vittoria del Partito Verde nelle elezioni suppletive di Gorton e Denton rappresenta uno dei colpi politici più duri subiti dal Labour di Keir Starmer dall’inizio della legislatura. In un collegio che il partito aveva dominato per quasi un secolo, la candidata verde Hannah Spencer ha conquistato il 40,7% dei voti, superando sia Reform UK sia la candidata laburista Angeliki Stogia, relegata al terzo posto con il 25,4%.
Il risultato, definito storico dagli osservatori, non è solo un successo per i Verdi, ma un segnale politico che mette in discussione la capacità di Starmer di mantenere compatto l’elettorato progressista.
La campagna, segnata da un forte malcontento nella sinistra tradizionale, ha evidenziato come una parte degli elettori si senta alienata dalle scelte più moderate del Labour, aprendo spazi inattesi per un partito che finora aveva avuto un ruolo marginale a Westminster.
La sconfitta assume un peso ancora maggiore perché avviene in un momento di crescente pressione interna sul premier. Il Labour, reduce da settimane di tensioni politiche e critiche sulla gestione di alcuni dossier chiave, vede ora emergere il rischio concreto di una sfida alla leadership.
Alcuni deputati temono che il risultato possa alimentare nuove correnti interne e rafforzare l’idea che il partito debba spostarsi nuovamente a sinistra per recuperare consenso.
La vittoria dei Verdi, inoltre, ridisegna gli equilibri in un collegio simbolo della trasformazione del voto urbano britannico. Gorton e Denton, un tempo roccaforte operaia, è oggi un territorio segnato da precarietà economica, transizione industriale e una crescente sensibilità ambientale.
La figura di Spencer, una idraulica locale con un profilo fortemente radicato nella comunità, ha contribuito a intercettare un elettorato in cerca di autenticità e risposte concrete. Per Starmer, il messaggio è inequivocabile: nessun collegio è più garantito, e la competizione non arriva solo da destra.
