Keir Starmer ha scelto di rimettere piede nelle strade di Manchester con un’energia che ricorda le campagne elettorali dei suoi primi mesi alla guida del Labour.
La suppletiva di Gorton e Denton, convocata dopo le dimissioni del deputato Afzal Khan, è diventata in pochi giorni molto più di un appuntamento locale: è un test sulla capacità del partito di consolidare il consenso in un’area storicamente favorevole ma attraversata da tensioni sociali, disillusione e un crescente scetticismo verso la politica nazionale.
Starmer ha impostato la campagna su un messaggio diretto, quasi chirurgico: ricostruire fiducia attraverso temi concreti come il costo della vita, la sanità territoriale e la sicurezza dei quartieri.
Nei mercati rionali e nei centri comunitari, il leader laburista ha insistito sulla necessità di “un cambiamento pragmatico”, evitando toni trionfalistici e puntando invece su un’immagine di affidabilità e disciplina, elementi che considera fondamentali per mantenere la rotta dopo la vittoria alle elezioni generali.
La scelta di investire tempo e capitale politico in una suppletiva che, sulla carta, dovrebbe essere favorevole al Labour, riflette una strategia più ampia: evitare cali di attenzione, presidiare i collegi urbani e dimostrare che il partito non dà nulla per scontato.
In un contesto nazionale segnato da pressioni economiche e da un’opposizione conservatrice in cerca di rilancio, ogni voto diventa un segnale, ogni collegio un termometro dello stato d’animo dell’elettorato.
A Gorton e Denton, Starmer ha incontrato residenti preoccupati per l’aumento degli affitti, per le liste d’attesa nel sistema sanitario e per la mancanza di opportunità per i giovani.
Ha ascoltato, preso appunti, stretto mani: una coreografia politica che mira a mostrare vicinanza e continuità, ma anche a ribadire che il Labour vuole governare non solo da Westminster, ma attraverso un rapporto costante con le comunità.



