Laurence des Cars ha rassegnato le dimissioni dalla presidenza del Museo del Louvre, dopo mesi di pressioni seguite al clamoroso furto di gioielli storici avvenuto lo scorso ottobre nella Galerie d’Apollon.
La decisione, accettata dal presidente Emmanuel Macron, arriva in seguito alla pubblicazione dei primi risultati dell’inchiesta interna, che parlano di “fallimenti sistemici” nella sicurezza del museo più visitato al mondo.
Il furto, avvenuto in pieno giorno, ha portato alla sparizione di gioielli stimati in oltre 100 milioni di dollari, tra cui pezzi della collezione reale francese. L’inchiesta ha evidenziato gravi lacune nei protocolli di sorveglianza, nella gestione dei flussi turistici e nella manutenzione delle infrastrutture. A peggiorare il quadro, sono emerse anche irregolarità nella biglietteria elettronica e segnalazioni di infiltrazioni d’acqua in alcune sale.
Des Cars, prima donna alla guida del Louvre, era stata convocata più volte dalla Commissione Cultura dell’Assemblea Nazionale. La sua uscita è stata definita dall’Eliseo “un atto di responsabilità”, necessario per “restituire fiducia e slancio” a un’istituzione simbolo della cultura francese.
Il ministero della Cultura ha annunciato l’avvio di un piano straordinario per la sicurezza, con investimenti mirati e una revisione completa dei sistemi di controllo. Intanto, la direzione ad interim sarà affidata a un comitato tecnico, in attesa della nomina di un nuovo presidente.
Per Parigi, è una ferita aperta. Per il Louvre, l’inizio di una fase di ricostruzione. E per il mondo dell’arte, un monito sulla vulnerabilità anche dei luoghi più iconici.



