“È un piacere incontrarvi, è l’occasione per rendere omaggio alla Corte dei conti e per ringraziare del ruolo fondamentale che svolge per la Repubblica”. Parole di chiaro elogio quelle espresse ieri da Sergio Mattarella, ospite della cerimonia di inaugurazione dell’Anno giudiziario 2026 della Corte dei conti e davanti a vertici istituzionali e alla magistratura contabile. La frase del Capo dello Stato deve essere chiaramente intesa sul valore del controllo sulla gestione delle risorse pubbliche in una fase segnata da tensioni economiche e scenari internazionali complessi.

Un tema che ha ripreso nella propria relazione il Procuratore generale Pio Salvestri che ha colto l’occasione per tracciare il bilancio dell’attività svolta nel 2025 dalle Procure regionali.
Ed eccoli, i numeri: nel corso dell’ultimo anno sono pervenute 48.505 denunce di danno erariale, dato in crescita rispetto al 2024. Le segnalazioni sono arrivate in prevalenza da pubbliche amministrazioni, cittadini e autorità giudiziaria. A fronte delle denunce sono stati adottati 20.184 provvedimenti di archiviazione immediata. Per Silvestri l’elevato numero di esposti conferma la percezione della magistratura contabile come punto di riferimento nella tutela delle finanze pubbliche contro sprechi, inefficienze e utilizzo improprio delle risorse.
Risultati economici
Ma economicamente, di cosa, o meglio di quanto, si sta parlando? Salvestri ha indicato in 88.161.175.51 euro le somme recuperate all’erario nel 2025. Di queste oltre 75 milioni derivano da sentenze di condanna, più di 3 milioni dall’applicazione di riti speciali e circa 9,3 milioni da recuperi intervenuti prima della citazione in giudizio. Nel quinquennio 2021-2025 il totale delle risorse rientrate nelle casse pubbliche supera i 642 milioni di euro.

Il contesto internazionale, segnato da conflitti e tensioni commerciali, richiede secondo Silvestri una gestione attenta delle risorse pubbliche. In questo quadro il ruolo della Corte dei conti assume rilievo nell’interesse dello Stato e dei contribuenti, anche alla luce delle modifiche introdotte dalla legge n. 1 del 2026, che incide sull’organizzazione e sulle funzioni della magistratura contabile.
Garante indipendente
Il Presidente della Corte dei conti Guido Carlino ha richiamato il fondamento costituzionale dell’Istituto quale garante indipendente della finanza pubblica e organo ausiliario del Parlamento nel controllo finanziario. Nell’ottantesimo anniversario della Repubblica Carlino ha ricordato il principio dell’autonomia della Corte rispetto al potere esecutivo, elemento ritenuto essenziale per assicurare equilibrio tra controllo e amministrazione. La riforma entrata in vigore nel 2026 introduce nuovi profili nella responsabilità erariale e nella definizione della colpa grave. Carlino ha segnalato difficoltà di coordinamento tra le nuove disposizioni e il Codice dei contratti pubblici e ha espresso la necessità di chiarimenti interpretativi.

Il Presidente della Corte ha inoltre richiamato il rischio che la presunzione di buona fede prevista per gli organi politici possa incidere sui rapporti con dirigenti e funzionari pubblici, con possibili effetti sull’azione amministrativa.
Tra le priorità dell’attività di controllo resta il monitoraggio degli investimenti legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Secondo Carlino, le funzioni giurisdizionali e consultive della Corte devono garantire che le risorse pubbliche vengano utilizzate in modo responsabile e trasparente, nel rispetto dei diritti dei contribuenti.
Impatto della riforma
Nel confronto sull’impatto della riforma è intervenuto anche il Presidente del Consiglio nazionale forense Francesco Greco che ha evidenziato dubbi applicativi sulla limitazione della responsabilità degli amministratori pubblici alle ipotesi tipizzate di colpa grave e sulle questioni di diritto transitorio che riguardano l’attività difensiva davanti al giudice contabile.



