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Gatti contro mantidi aliene: i felini domestici in prima linea contro l’invasione asiatica che minaccia le specie locali

Le specie arrivate in Italia si nutrono di api mellifere fondamentali per l’impollinazione, e di lucertole e raganelle
domenica, 22 Febbraio 2026
1 minuto di lettura

In Europa è in corso una silenziosa battaglia verde tra specie autoctone e nuove arrivate dall’Asia. E tra i protagonisti inattesi ci sono proprio i gatti domestici, responsabili di quasi la metà degli episodi documentati di predazione delle grandi mantidi asiatiche che stanno colonizzando parchi e giardini.

La colonizzazione delle Mantidi indiane

Un recente studio pubblicato sul Journal of Orthoptera Research ha inserito ufficialmente Hierodula tenuidentata e Hierodula patellifera tra le specie aliene invasive (IAS) presenti in Europa. Originarie dell’India e già diffuse in Grecia, queste grandi mantidi arboricole sono arrivate nel continente circa dieci anni fa, ma negli ultimi anni la loro espansione ha subito un’accelerazione evidente, favorita dal cambiamento climatico.

La lotta tra le specie

Le due specie asiatiche stanno soppiantando progressivamente la mantide religiosa europea, Mantis religiosa, grazie a un’elevata capacità riproduttiva: ogni ooteca può contenere fino a 200 ninfe, quasi il doppio rispetto alla specie autoctona. Inoltre, il basso tasso di cannibalismo tra i giovani esemplari consente una crescita demografica più rapida e compatta.

La predazione dei maschi

L’impatto sulla fauna locale è significativo. Le mantidi invasive attirano i maschi delle specie europee durante i tentativi di accoppiamento, finendo poi per predarli. Non solo: si nutrono di numerosi insetti, comprese api mellifere fondamentali per l’impollinazione, e di piccoli vertebrati protetti come lucertole e raganelle.

Gatti a caccia di mantidi

In questo scenario complesso, i gatti domestici emergono come principali predatori vertebrati delle mantidi asiatiche. Secondo i dati raccolti dai ricercatori, sono responsabili del 45% degli episodi di predazione registrati. La loro presenza in giardini e aree urbane li rende intercettori naturali di questi grandi insetti, spesso appariscenti e quindi facilmente individuabili. Tuttavia il loro intervento non è selettivo: i felini non distinguono tra mantidi invasive e autoctone, contribuendo involontariamente anche al declino delle popolazioni europee. Il risultato è un equilibrio fragile: da un lato i gatti limitano l’espansione delle specie aliene, dall’altro possono aggravare la pressione sulle mantidi locali già minacciate dalla competizione.

Monitoraggio e prevenzione

Per comprendere meglio la diffusione delle mantidi asiatiche, un progetto di citizen science ha raccolto oltre 2.300 segnalazioni in tutta Europa. Durante l’inverno, quando alberi e arbusti sono spogli, è possibile individuare le ooteche — strutture brunastre e spugnose lunghe 2-3 centimetri — e procedere eventualmente alla loro rimozione. Gli esperti raccomandano però di consultare sempre uno specialista prima di intervenire, per evitare di colpire specie native e compromettere ulteriormente la biodiversità locale. Intanto, nei nostri giardini, la sfida tra specie aliene e autoctone continua — e i gatti, inconsapevoli sentinelle domestiche, restano tra i protagonisti più attivi di questa nuova dinamica ecologica.

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