La nasa ha ufficializzato il 6 marzo come prima finestra utile per il lancio di Artemis II, la missione che riporterà astronauti in orbita lunare per la prima volta in oltre cinquant’anni.
La decisione arriva dopo settimane di test tecnici, rinvii e verifiche sullo Space Launch System (SLS), il razzo più potente mai costruito dall’agenzia. Il recente superamento del “wet dress rehearsal”, la simulazione completa di rifornimento e conto alla rovescia, ha permesso di confermare che le criticità emerse a gennaio — in particolare le perdite di idrogeno liquido — sono state risolte. Artemis II sarà una missione storica: quattro astronauti — Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e il canadese Jeremy Hansen — voleranno attorno alla Luna per dieci giorni, testando sistemi vitali in vista del futuro allunaggio di Artemis III.
L’equipaggio è già entrato in quarantena, una procedura standard per evitare rischi sanitari nelle settimane che precedono il lancio. Il percorso verso il 6 marzo non è stato lineare. A inizio febbraio, la NASA aveva annunciato un rinvio a causa di problemi tecnici durante i test, indicando marzo come primo periodo utile.
Le ultime prove, però, hanno ribaltato lo scenario, restituendo fiducia agli ingegneri e aprendo la strada alla data ora confermata. Se tutto procederà senza ulteriori intoppi, Artemis II segnerà l’inizio della nuova fase del programma lunare: un ritorno nello spazio profondo che punta a stabilire una presenza umana sostenibile attorno e, presto, sulla superficie della Luna. Per la NASA, è il passo decisivo verso una nuova era dell’esplorazione.



