Il Governo impugnerà anche l’ultima decisione giudiziaria sul caso Sea Watch per ribadire così la linea seguita finora in materia di immigrazione. A dirlo oggi senza mezze misure è stato il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, a margine dell’inaugurazione degli uffici del Nucleo Polmetro della Questura di Roma alla metro Termini. “Noi fino ad ora, e continueremo a farlo valorizzando il sistema giudiziario che prevede tre gradi di giudizio, abbiamo praticato un confronto con questo tipo di sentenze impugnandole. Anche in questo caso faremo così”, ha dichiarato il titolare del Viminale, riferendosi alla vicenda della Sea Watch.
Piantedosi ha poi affrontato il tema del cosiddetto ‘blocco navale’: “Quello che chiamate ‘blocco navale’ è un’ipotesi normativa che andrà nelle aule parlamentari”.
Il Ministro ha inoltre sottolineato che “con le politiche di questo Governo c’è una progressiva riduzione degli arrivi irregolari” e poi ha aggiunto che “il complessivo delle iniziative che stiamo mettendo in campo, anche a prescindere dalle iniziative giudiziarie, sta dando ragione a quelle che sono le politiche del Governo”.
Parole che si inseriscono in un clima di forte tensione tra politica e magistratura sul fronte delle decisioni in materia migratoria. A intervenire sul punto è stato anche il Presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, durante la trasmissione ‘Restart’su Rai3. “I giudici a nostro avviso hanno sbagliato più volte nelle sentenze in tema di immigrazione. In quella sulla Sea Watch 3 e Carola Rackete, come anche in altre precedenti”, ha spiegato Gasparri che ha anche ricordato “le immagini della Sea Watch 3 che travolgeva delle imbarcazioni della Guardia di Finanza”. Secondo l’esponente azzurro, con quella decisione “si dice, sostanzialmente, che la disobbedienza civile è giusta”.
Gasparri ha posto un interrogativo diretto: “La magistratura deve sanzionare comportamenti che tutti possono constatare come illegali o li deve lodare? Se la magistratura ritiene che la disobbedienza civile vada premiata con 70mila euro, allora siamo in una situazione schizofrenica”. Per il Presidente dei senatori di Forza Italia si sarebbe verificato “uno stravolgimento del diritto attraverso una serie di sentenze sorprendenti”.
Altro caso
Nel suo intervento ha citato anche un altro caso: “Basti pensare a quella su uno straniero che per 23 volte ha commesso dei reati, per 2 volte è stato espulso, ma deve avere un risarcimento di 700 euro dal Viminale, come è stato deciso giorni fa”. Gasparri ha quindi allargato il discorso al rapporto tra politica e magistratura: “Spesso, in passato, le sentenze in materia di immigrazione sono state emesse da persone che hanno dei ruoli all’interno di correnti politicizzate della magistratura”. E ha aggiunto: “C’è un intreccio tra politica e magistratura che noi vorremmo si sciogliesse”.



