Il Congresso Partito Lavoratori si è aperto a Pyongyang con l’inaugurazione di Kim Jong Un, un evento che traccia le priorità economiche, militari e politiche della Corea del Nord per i prossimi cinque anni.
L’apertura, riportata dai media statali, è avvenuta con toni trionfali: il leader ha parlato di una nuova fase di “ottimismo e fiducia nel futuro”, celebrando quelli che ha definito “successi eccezionali” ottenuti nonostante sanzioni, isolamento e difficoltà economiche.
Il congresso, che orienta l’intera macchina statale, è il luogo in cui vengono fissate le priorità per il prossimo quinquennio: dalla pianificazione economica alla costruzione di nuove abitazioni, fino alla strategia militare. Secondo quanto riportato da fonti sudcoreane e rilanciato dalla stampa internazionale, uno dei punti centrali sarà l’evoluzione del programma nucleare, con particolare attenzione ai missili a combustibile solido e alle capacità tattiche, elementi che il regime considera fondamentali per la propria sopravvivenza strategica. Il contesto internazionale pesa molto sul tono del congresso.
La Corea del Nord ha rafforzato i rapporti con la Russia, con cui ha firmato un trattato di cooperazione, e continua a muoversi con cautela nei confronti della Cina, partner indispensabile ma sempre più assertivo. Kim ha sottolineato come queste alleanze abbiano contribuito a rafforzare la posizione del Paese sulla scena globale, presentando il nuovo ciclo politico come un momento di svolta dopo le “difficoltà più gravi” affrontate dal 2021 a oggi.
Il congresso servirà anche a definire la linea interna: gestione delle risorse, controllo sociale, eventuali rimpasti ai vertici del partito. Per un regime che basa la propria stabilità sulla narrativa della resilienza, l’evento è un’occasione per consolidare il potere di Kim e ribadire la centralità del Partito dei Lavoratori nella vita del Paese.



