Un arresto all’alba di ieri , con l’accusa di “condotta illecita nell’esercizio di una funzione pubblica”. Dodici ore di interrogatorio e un rilascio in serata senza incriminazione formale. Per ora Andrea Windsor Mountbatten resta un uomo libero, ma sotto indagine.
Secondo una nota ufficiale, “oggi abbiamo arrestato un uomo sulla sessantina del Norfolk con l’accusa di condotta illecita in pubblico ufficio e stiamo effettuando perquisizioni presso vari indirizzi nel Berkshire e nel Norfolk”. La polizia ha precisato che l’indagine è stata avviata “dopo un’attenta valutazione” e che saranno forniti aggiornamenti “al momento opportuno”, sottolineando la necessità di tutelare l’integrità dell’inchiesta.
Parallelamente sono state avviate perquisizioni anche nel Berkshire, compresa l’ex residenza di Royal Lodge. In serata l’ex principe è stato fotografato mentre lasciava la stazione di polizia di Aylsham sul sedile posteriore di un’auto, senza rilasciare dichiarazioni.
Se l’indagine dovesse sfociare in un procedimento penale, sarebbe un caso senza precedenti nell’epoca contemporanea. Nella storia moderna non risultano arresti di membri senior della famiglia reale. L’ultimo precedente risale al 1647, quando Carlo I fu arrestato durante la guerra civile inglese e poi processato per alto tradimento.
Le accuse e il legame con Epstein
Il sospetto reato riguarda informazioni riservate che Andrea avrebbe condiviso tra il 2010 e il 2011 con Jeffrey Epstein, quando ricopriva il ruolo di emissario commerciale del governo britannico in Asia. Epstein, accusato negli Stati Uniti di abusi sessuali e traffico di minori, è morto in carcere nel 2019 in circostanze controverse.
Gli investigatori valutano se vi siano stati scambi di documenti o notizie confidenziali durante quel periodo. Andrea ha sempre respinto ogni addebito e qualsiasi comportamento inappropriato nei suoi rapporti con il finanziere americano.
Accanto a questo filone, ne esisterebbe un secondo relativo a una presunta relazione con una giovane donna arrivata nel Regno Unito a bordo del cosiddetto “Lolita Express”, il jet privato di Epstein. Anche in questo caso l’ex duca ha negato ogni coinvolgimento.
La posizione della famiglia reale
Buckingham Palace non sarebbe stato informato preventivamente dell’arresto. Re Carlo ha commentato con una breve dichiarazione: “La giustizia faccia il suo corso”. Nei giorni scorsi il sovrano aveva già espresso “profonda preoccupazione” per il coinvolgimento del fratello nello scandalo Epstein, sottolineando la disponibilità a collaborare con le autorità qualora richiesto.
Il principe William e la principessa Kate, secondo i media britannici, hanno condiviso la linea del sovrano. L’ex duca di York è già stato privato dei titoli militari e dei ruoli ufficiali, oltre ad aver perso l’uso di alcune residenze.
Il primo ministro Keir Starmer aveva dichiarato di recente che “nessuno è al di sopra della legge” nel Regno Unito, frase tornata al centro del dibattito politico dopo il fermo.
Le altre inchieste e le reazioni
L’indagine su Andrea si inserisce in un quadro più ampio. Le autorità britanniche hanno aperto o riaperto diversi filoni relativi ai possibili riflessi nel Regno Unito della rete di sfruttamento costruita da Epstein. Tra questi, verifiche sui voli privati atterrati sul territorio britannico e su eventuali complicità locali.
L’ex primo ministro Gordon Brown ha consegnato alle forze dell’ordine un memorandum con informazioni aggiuntive sui collegamenti internazionali della rete, parlando di decine di voli del jet privato di Epstein atterrati nel Paese.
Dura la reazione della famiglia di Virginia Giuffre, tra le principali accusatrici di Epstein e di Andrea. In una nota ha dichiarato che “nessuno è al di sopra della legge, nemmeno la famiglia reale” e ha espresso gratitudine alle autorità britanniche per l’azione intrapresa



