I bambini vegetariani e vegani crescono alla stessa velocità dei coetanei onnivori. È la conclusione di uno studio israeliano che ha seguito per anni centinaia di famiglie, monitorando peso, altezza, sviluppo cognitivo e parametri ematici.
I risultati, pubblicati dal team del Maccabi Healthcare Services, sfidano uno dei pregiudizi più radicati nell’opinione pubblica: che un’alimentazione priva di carne possa rallentare la crescita. Gli scienziati hanno confrontato tre gruppi di bambini tra i 6 mesi e i 12 anni, rilevando che non esistono differenze significative nei ritmi di sviluppo, a condizione che la dieta sia ben pianificata.
Le famiglie che seguivano regimi vegetariani o vegani tendevano inoltre a prestare maggiore attenzione alla qualità degli alimenti, all’apporto di proteine vegetali e all’integrazione di vitamina B12, elemento cruciale per chi esclude i prodotti animali.
Lo studio non ignora le criticità: alcuni bambini vegani presentavano livelli leggermente più bassi di ferro e vitamina D, ma senza ricadute cliniche rilevanti. Gli autori sottolineano che questi valori possono essere facilmente corretti con integrazioni mirate e controlli periodici, come avviene per molte altre diete infantili.
In un Paese dove il dibattito sull’alimentazione sostenibile è sempre più acceso, la ricerca israeliana offre un contributo prezioso: dimostra che le scelte etiche o ambientali dei genitori non compromettono la salute dei figli, purché accompagnate da una guida nutrizionale adeguata. Un messaggio che potrebbe ridisegnare il modo in cui le società occidentali guardano alle diete a base vegetale.



