0

Washington sfida le restrizioni digitali dell’Ue e lancia un sito per accedere ai contenuti europei vietati

giovedì, 19 Febbraio 2026
1 minuto di lettura

Il Dipartimento di Stato americano ha creato un nuovo sito web che permette agli utenti di accedere a contenuti europei attualmente vietati o limitati all’interno dell’Unione Europea.

Il portale, presentato come uno strumento per “promuovere la libertà di informazione”, consente di visualizzare articoli, video e materiali rimossi o oscurati in diversi Paesi europei in base alle normative locali, incluse quelle legate alla disinformazione, alla sicurezza nazionale e alla protezione dei dati.

Secondo funzionari statunitensi, l’iniziativa nasce dalla preoccupazione che alcune misure europee — in particolare quelle introdotte nell’ambito del Digital Services Act e di leggi nazionali contro l’incitamento all’odio o la propaganda straniera — possano essere utilizzate in modo eccessivamente restrittivo, limitando l’accesso a informazioni legittime.

Il sito, ospitato su server governativi e protetto da sistemi di anonimizzazione, permette agli utenti di consultare contenuti rimossi in Europa ma ancora disponibili negli USA, presentandosi come un archivio “per la trasparenza e la ricerca”. L’UE ha reagito con irritazione.

Alcuni funzionari a Bruxelles hanno definito l’iniziativa “un’interferenza diretta” nelle politiche digitali europee, accusando Washington di aggirare deliberatamente le normative comunitarie e di mettere a rischio la capacità degli Stati membri di applicare le proprie leggi.

Per diversi governi europei, la mossa americana rischia di creare un precedente pericoloso, offrendo una via di fuga a piattaforme e utenti che cercano di eludere restrizioni legittime su contenuti ritenuti dannosi o illegali. Gli analisti sottolineano che Washington difende un approccio più permissivo, centrato sulla libertà di espressione e sulla responsabilità limitata delle piattaforme, mentre Bruxelles impone obblighi stringenti alle aziende tecnologiche e consente agli Stati membri di intervenire contro contenuti considerati pericolosi.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

“Trump. La rivincita”. Storia di una resurrezione politica

Mass media, esperti di sondaggi, intellettuali, politologi erano tutti…

“Strane precipitazioni” a Sumy, tre persone con malesseri inspiegabili

Tre persone hanno accusato malesseri a causa di “strane precipitazioni”…