Uno studio multicentrico promosso dal Gruppo Oncologico dell’Italia Meridionale (GOIM) e pubblicato su Annals of Oncology dimostra che la biopsia liquida può aprire nuove possibilità di cura per i pazienti con tumore del colon-retto avanzato non più responsivo alle terapie standard.
Nel trial CAVE-2 GOIM, 156 pazienti refrattari ad almeno due linee di trattamento sono stati sottoposti a una terapia mirata basata sull’analisi genomica del sangue, valutando il ri-trattamento con farmaci anti-EGFR, da soli o associati a immunoterapia.
I risultati mostrano una sopravvivenza significativamente migliore rispetto ai dati storici e un buon profilo di tollerabilità nei pazienti privi di mutazioni di resistenza individuati tramite biopsia liquida. La tecnica, capace di cogliere l’evoluzione genetica del tumore con oltre 300 geni analizzati, consente infatti di selezionare in modo più preciso i malati che possono beneficiare del ri-trattamento.
Il tumore del colon-retto resta tra le neoplasie più diffuse in Italia, con oltre 48.000 nuovi casi l’anno, rendendo cruciale l’identificazione di strategie terapeutiche innovative. Sulla base di questi risultati è già previsto un nuovo studio, denominato Romance, che confronterà il ri-trattamento guidato dalla biopsia liquida con la terapia standard di terza linea nei pazienti metastatici.



