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Mattarella presiede il Csm: “Rispetto tra istituzioni nell’interesse della Repubblica”

Prima riunione ordinaria guidata dal Capo dello Stato in undici anni. Richiamo al ruolo costituzionale dell’organo di autogoverno e ai limiti del confronto politico. Nordio: “Dialettica referendaria sana e pacata”
giovedì, 19 Febbraio 2026
3 minuti di lettura

Ieri la presenza del Presidente della Repubblica ai lavori ordinari del Consiglio superiore della magistratura ha segnato un passaggio di certo non consueto nella vita istituzionale. È stato lo stesso Sergio Mattarella a ricordare che una scelta simile non si era mai verificata nei suoi undici anni di mandato e ha spiegato che la decisione è nata dalla necessità di sottolineare ancora una volta il valore del ruolo di rilievo costituzionale del Csm, insieme all’intenzione di ribadire il rispetto che le altre istituzioni devono nutrire e manifestare nei confronti di questo organo.

Mattarella ha collocato il suo intervento entro un perimetro definito. Il Consiglio resta una sede che deve rimanere rigorosamente istituzionale ed estranea a temi o controversie di natura politica. In questo contesto ha rinnovato con fermezza l’esortazione al rispetto reciproco tra istituzioni in qualsiasi momento e in qualsiasi circostanza, collegando tale principio alla tutela dell’interesse della Repubblica e all’equilibrio tra i poteri dello Stato.

Il Presidente ha riconosciuto che il Csm non è esente da difetti, lacune ed errori e che le critiche non risultano precluse. Lo stesso vale, ha osservato, per le attività delle altre istituzioni repubblicane, siano esse parti del potere legislativo, esecutivo o giudiziario. Il richiamo non ha introdotto gerarchie tra poteri, ma ha sottolineato una responsabilità comune: mantenere il confronto entro limiti compatibili con il rispetto delle funzioni costituzionali e della legittimazione degli organi dello Stato.

Ruoli istituzionali

“Sono consapevole che non è consueta la presenza del presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio”, ha detto Mattarella, “mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare ancora una volta il valore del ruolo di rilievo costituzionale del Csm e di ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare nei confronti di questa istituzione”. Il Capo dello Stato ha poi ricordato che si tratta di un’istituzione “non esente nel suo funzionamento da difetti, lacune ed errori” e nei cui confronti “non sono ovviamente precluse critiche”, come accade per le altre istituzioni della Repubblica.

Un ulteriore passaggio ha riguardato il clima del confronto pubblico. “In questa sede, che rimane e deve rimanere rigorosamente istituzionale ed estranea a controversie di natura politica, avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole, in qualsiasi momento e in qualsiasi circostanza, nell’interesse della Repubblica”, ha dichiarato il Presidente.

Parole apprezzate

Subito dopo le parole del Capo dello Stato è arrivata la presa di posizione del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio: “Apprezziamo e condividiamo totalmente l’esortazione del Presidente della Repubblica il quale, da custode della Costituzione, avverte l’esigenza di un rispetto vicendevole tra istituzioni, specie in un momento in cui i toni del confronto politico tendono ad esacerbarsi. Faremo la nostra parte nel mantenere la dialettica referendaria nei limiti di una contrapposizione sana, pacata e rispettosa, seppur nel convinto sostegno delle nostre ragioni”. Le parole del Capo dello Stato hanno suscitato tante altre reazioni nel quadro politico. Maurizio Lupi ha detto di condividere le parole del Presidente della Repubblica “e le facciamo nostre: evitiamo scontri tra istituzioni e poteri dello Stato e confrontiamoci nel merito della riforma. Non è possibile che ogni tentativo di riformare le istituzioni debba essere accompagnato da toni apocalittici e da un clima incandescente”.

Francesco Boccia ha sottolineato il significato istituzionale dell’intervento: “Il Csm è un organo di autogoverno con ruolo di rilievo costituzionale e serve il rispetto delle altre istituzioni. Ringraziamo il Presidente della Repubblica per aver riportato il dibattito dentro i corretti binari di un confronto che non può esondare nell’offesa degli organismi costituzionali”.

Antonio De Poli ha richiamato l’esigenza di moderazione nel confronto politico: “È il momento di abbassare i toni e spiegare i contenuti della riforma ai cittadini. Il confronto deve avvenire nel rispetto della dialettica politica, senza linguaggi di delegittimazione verso le istituzioni”.

Debora Serracchiani ha parlato di “richiamo chiaro al rispetto tra istituzioni democratiche” e ha osservato che “confronto e critica sono legittimi, ma devono restare dentro un perimetro di leale collaborazione e di rispetto reciproco tra i poteri dello Stato”.

Dai rappresentanti del Movimento 5 Stelle nelle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato è arrivata una lettura che collega l’intervento presidenziale alla tutela dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura e al principio di leale collaborazione tra istituzioni previsto dalla Costituzione, con l’auspicio che il messaggio trovi applicazione nel confronto sulle riforme.

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