La presidente della Bce starebbe valutando di lasciare l’incarico prima della scadenza naturale del mandato, prevista per ottobre 2027, in vista delle elezioni presidenziali francesi in programma nell’aprile del prossimo anno. È quanto riportato dal Financial Times, le cui fonti citano una persona “a conoscenza delle sue intenzioni”. L’obiettivo sarebbe quello di consentire al presidente francese Emmanuel Macron e al cancelliere tedesco Friedrich Merz di avere voce in capitolo nella scelta del prossimo presidente dell’Eurotower in un momento politico ritenuto più prevedibile.
Un funzionario della Banca centrale, però, ha respinto l’idea di un’uscita già decisa, sottolineando che “la presidente è totalmente concentrata sulla sua missione e non ha preso alcuna decisione riguardo alla fine del suo mandato”. Anche Piero Cipollone, membro del board esecutivo della Bce, ha ribadito che non ci sono indicazioni che Lagarde stia preparando dimissioni anticipate e che “rimane pienamente in controllo della banca”.
Il contesto politico
In Francia i sondaggi vedono in grande vantaggio la leader del Rassemblement National, un partito di estrema destra con forte spirito euroscettico, e la prospettiva che una forza politica di questo tipo possa influire sul successore alla guida della BCE è considerata da alcuni osservatori un rischio per la stabilità e l’autonomia dell’istituzione. Secondo le stesse ricostruzioni, la mossa di Lagarde sarebbe pensata proprio per evitare che una nuova maggioranza politica a Parigi possa pesare sulla scelta del vertice della banca centrale.
Con questo scenario in mente, la possibile uscita anticipata si inserisce in un quadro più ampio di manovre istituzionali: pochi giorni fa il governatore della Banque de France, François Villeroy de Galhau, aveva annunciato di volersi dimettere a giugno, con largo anticipo rispetto alla fine naturale del suo mandato, suscitando dibattito politico in patria.
In attesa di conferme o smentite definitive dalla stessa Lagarde, il dibattito sulla sua eventuale uscita anticipata continua ad alimentare speculazioni su chi potrebbe prenderne il posto e su come ciò influenzerà le strategie monetarie dell’Eurozona nei prossimi anni.



