Le delegazioni di Russia, Stati Uniti e Ucraina sono arrivate ieri mattina all’InterContinental di Ginevra per un nuovo round trilaterale. Per Mosca guida il consigliere presidenziale Vladimir Medinsky, affiancato dal capo dell’intelligence militare Igor Kostyukov e dal viceministro degli Esteri Mikhail Galuzin. Il Cremlino ha riferito che la squadra è stata ampliata rispetto ai precedenti incontri e che, oltre ai dossier militari, sono entrate in agenda le “questioni territoriali”. Il Dipartimento federale degli affari esteri svizzero ha confermato che i colloqui si svolgono a porte chiuse, senza accesso ai media. È almeno il terzo round dall’inizio del 2026, dopo i tentativi di Abu Dhabi, finora senza progressi su controllo dei territori e garanzie di sicurezza. Il portavoce Dmitri Peskov ha invitato a non attendersi annunci immediati. Mosca si è detta “pronta a fermare i bombardamenti il giorno di eventuali elezioni” in Ucraina, tornando però ad accusare Kiev, definita una “cellula terroristica neonazista”. Da Washington, il presidente Donald Trump, parlando a bordo dell’Air Force One, ha sollecitato Kiev: “Ora è meglio che l’Ucraina si sieda presto al tavolo delle trattative. È tutto quello che dico”.
Pioggia di droni e missili
Nel giorno dei colloqui, Zelensky ha denunciato un “massiccio attacco russo”. Secondo Kiev sono stati impiegati “quasi 400 droni e 29 missili di diverso tipo, anche balistici”, in un’operazione “combinata” mirata al settore energetico. Le difese ucraine avrebbero abbattuto oltre 367 droni e quasi tutti i missili intercettati. L’allerta aerea è scattata in tutto il Paese. I raid hanno provocato incendi e blackout, lasciando decine di migliaia di persone senza elettricità in pieno inverno. Missili da crociera sono stati segnalati in diverse regioni, con rotte verso Odessa e l’area centro occidentale. A Odessa due persone sono rimaste ferite; danneggiati un edificio residenziale, un negozio e una stazione di servizio. Esplosioni anche nell’area di Dnipro. A Sloviansk, nella regione di Donetsk, un drone ha colpito un’auto con dipendenti di una centrale termoelettrica: tre lavoratori sono morti. Per precauzione la Polonia ha sospeso temporaneamente i voli negli aeroporti di Rzeszow e Lublino, poi riaperti dopo circa un’ora.
Kiev colpisce in Russia
Lo Stato maggiore ucraino ha rivendicato un attacco contro la raffineria di Ilsky, nella regione russa di Krasnodar, indicata come fornitrice dell’esercito. “L’obiettivo è stato colpito, seguito da un incendio nella struttura”, si legge nel comunicato. Le autorità locali russe avevano riferito di un rogo causato da un drone. L’azione si inserisce nella strategia di Kiev di colpire infrastrutture energetiche e logistiche sul territorio russo.
Sanzioni Ue e dossier bambini
Intanto l’Ue accelera sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca. “Continuiamo a esercitare una pressione costante sulla Russia affinché ponga fine alla sua guerra di aggressione contro l’Ucraina”, ha dichiarato il portavoce della Commissione Anwar el Anouni. L’obiettivo è l’adozione “entro il 24 febbraio”, quarto anniversario dell’invasione del 2022. Volodymyr Zelensky ha annunciato che “finora sono stati rimpatriati 2.000 bambini ucraini catturati dalla Russia”. “La strada da percorrere rimane lunga e difficile. Migliaia di bambini ucraini sono ancora tenuti prigionieri”, ha aggiunto.
Navalny, omaggi e accuse
In occasione del secondo anniversario della morte di Alexei Navalny, cittadini e diplomatici europei hanno deposto fiori a Mosca e in altre città; secondo OVD Info si sono registrati alcuni fermi. Cinque Paesi europei hanno accusato lo Stato russo di aver avvelenato l’oppositore sulla base di nuove analisi tossicologiche e chiesto un’inchiesta internazionale completa. “Il Cremlino è pienamente responsabile”, ha dichiarato l’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas. In una dichiarazione congiunta, Italia e altri sedici Paesi hanno sollecitato un’indagine “approfondita e trasparente”, affermando che “le autorità russe rimangono le uniche responsabili” e richiamando una recente sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sul trattamento “inumano e degradante” riservato a Navalny in carcere. Peskov ha respinto le accuse come “parziali e infondate”.



