Più produzione, domanda stabile e prezzi consolidati. La colomba artigianale si avvicina alla Pasqua 2026 con segnali complessivamente positivi, delineando un comparto solido nonostante la forte concentrazione delle vendite in poche settimane. È quanto emerge dal 1° Osservatorio ‘Divina Colomba’, promosso da Goloasi, che fotografa numeri, tempi e posizionamento del grande lievitato pasquale italiano attraverso un campione di 300 attività distribuite su tutto il territorio nazionale. Il dato più evidente riguarda i volumi: il 66,1% degli artigiani prevede un aumento della produzione, mentre il restante 33,9% indica una sostanziale stabilità. Non si registrano flessioni significative, a conferma di un clima generale orientato alla fiducia. Parallelamente, il 63,5% degli operatori valuta il comparto in crescita e il 34,8% lo considera stabile, segnalando una tenuta complessiva del settore.
Resta però un elemento strutturale che caratterizza il mercato: la brevità della stagione commerciale. Per l’83,5% degli artigiani, infatti, la vendita della colomba si esaurisce in due o tre settimane, concentrando fatturato e visibilità in una finestra temporale estremamente ridotta. Nonostante ciò, il posizionamento del prodotto appare chiaro e coerente: l’86,1% colloca il prezzo tra i 30 e i 40 euro, mentre la vendita avviene direttamente in laboratorio nel 92,2% dei casi. Un modello che conferma la natura di prodotto di prossimità, con filiera cortissima e rapporto diretto tra produttore e cliente.
Struttura produttiva
La struttura produttiva risulta diffusa e capillare. Il 42,6% delle attività realizza meno di 500 colombe, il 29,6% si colloca tra 500 e 1.000 pezzi e il 27,8% supera le 1.000 unità. Numeri che descrivono un comparto senza forte concentrazione industriale, dove il valore resta ancorato alla dimensione artigianale. Il campione analizzato è composto per il 53% da pasticcerie, per il 24,3% da forni e per il 17,4% da laboratori artigianali. È comunque la colomba classica continua a dominare: è la più venduta per il 53,9% degli operatori. Seguono le varianti al cioccolato (24,3%) e alla frutta (14,8%). La domanda, tuttavia, mostra una crescente articolazione: il 53% dei consumatori cerca un equilibrio tra tradizione e innovazione, il 25,2% privilegia i gusti tradizionali e il 21,7% opta per proposte più ricercate. Di conseguenza si amplia anche l’assortimento: il 60,9% dei laboratori propone tra quattro e sei referenze, mentre il 20% supera le sei tipologie.
Per quasi la metà degli artigiani (49,6%) la colomba rappresenta il prodotto principale del periodo pasquale; per il 42,6% è comunque uno dei prodotti di punta. Nel 78,3% dei casi viene acquistata sia per consumo domestico sia come regalo, mantenendo una forte valenza simbolica oltre che commerciale.
L’indagine è stata realizzata coinvolgendo gli artigiani iscritti all’ottava edizione del concorso Divina Colomba, organizzato da Goloasi. La finale è in programma l’11 marzo a Bari, nell’ambito della Mostra internazionale enoagroalimentare Levante Prof.



