Almeno 32 persone sono state uccise in una serie di attacchi compiuti da uomini armati in diversi villaggi dello Stato di Kaduna, nel nord della Nigeria, secondo quanto riferito dai residenti e confermato da fonti locali. L’assalto, avvenuto nelle prime ore del mattino, ha colpito comunità rurali già provate da anni di violenze legate a bande criminali, conflitti tra pastori e agricoltori e incursioni di gruppi armati che operano con crescente impunità nella regione. I testimoni parlano di uomini arrivati in moto, armati di fucili automatici, che hanno aperto il fuoco indiscriminatamente prima di saccheggiare abitazioni e bruciare raccolti. Le autorità locali hanno confermato il numero delle vittime, avvertendo che il bilancio potrebbe aumentare nelle prossime ore, mentre i feriti vengono trasferiti negli ospedali più vicini. Molti abitanti sono fuggiti verso le città limitrofe, temendo nuovi attacchi. La polizia ha annunciato l’invio di rinforzi e l’avvio di un’operazione di ricerca, ma i residenti denunciano la lentezza della risposta e la mancanza di protezione in un’area dove episodi simili si ripetono con frequenza crescente. Il nord-ovest della Nigeria è da anni teatro di violenze attribuite a gruppi armati spesso definiti “banditi”, responsabili di rapimenti, estorsioni e attacchi contro villaggi isolati. A differenza delle insurrezioni jihadiste nel nord-est, questi gruppi non hanno una struttura ideologica definita, ma operano come reti criminali ben organizzate, approfittando della debolezza delle istituzioni e della vastità del territorio. Il governo federale ha promesso un rafforzamento delle operazioni militari, ma gli abitanti lamentano che le misure adottate finora non hanno portato a un miglioramento significativo della sicurezza.



